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Archivi tag: serenità

My trip’s diary-Day 24

Questa è stata probabilmente la giornata più ricca e più bella vissuta fino ad ora, in termini di Bellezza. Perché ci sono cose che la natura fa e che ti riempiono il cuore e gli occhi di felicità da quanto sono belle, e oggi ne abbiamo viste parecchie in successione!! 

Questa è la parte più bella della GOR. Noi ci siamo svegliate con la ramanzina dei ranger e, nonostante il tempo nuvoloso e incerto, siamo corse di nuovo dagli Apostoli per vederli alla luce del mattino. È fantastico camminare lungo il sentiero, svoltare l’angolo e all’improvviso ritrovarteli li, questi giganteschi monoliti che spuntano da un’acqua azzurrissima. L’erosione del mare e degli agenti atmosferici hanno contribuito a rendere la parete di queste rocce molto disomogenea, e a ogni cambiamento di luce la vista sembra sempre un po’ diversa. È un posto davvero unico e, nonostante avessi visto le foto centinaia di volte, solo quando ci sei capisci la sua grandezza e la sua maestosità. È il perfetto esempio della Grandezza con la G maiuscola dell’Australia. È forse uno dei miei posti preferiti del Paese finora. 

Le nuvole non ci fermano e proseguiamo di nuovo verso Port Cambell. In meno di 20 chilometri, sempre all’interno del Port Campbell National Park, ci sono decine di cose belle da guardare. Ci fermiamo prima in una parte dove si possono ammirare alcune formazioni rocciose davvero bellissime: Razorback e il fantastico Loch Ard Gorge, una spiaggia incastonata in alte pareti di roccia, dove noi ci siamo divertite a fare centinaia di foto mentre saltiamo (sorvoliamo sul fatto che io non sono capace di fare la foto al momento giusto, e vabbè). 

Ci fermiamo innumerevoli volte, per vedere tante altre formazioni rocciose mozzafiato, come il London Bridge (che ormai da più di vent’anni non è più un bridge), the Arch e the Grotto, dopo una pausa pranzo sul lungomare di Port Campbell. 

Dopo una breve sosta a Pererborough e qualche foto alla Bay of Martyrs (dove siamo state 34 secondi perché c’era un vento pazzesco), ci siamo mosse verso Worrnambool, una cittadina che io aspettavo tanto per il Big Millshake che però è stato estremamente deludente. Ci siamo allora fatte una passeggiata intorno al Lake Pertobe, dove c’è un bel prato con il parco giochi, un labirinto e tanta pace. 

E poi a dormire in un buco di paese chiamato Yambuk, in uno spiazzo verde vicino allautostrada e a un bagno chimico. Ma con un tramonto niente male!! 

E gli occhi me li sono riempiti alla grande pure oggi 🙂 






































































































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My trip’s diary-Day 23

Si va avanti lungo questa niente male Great Ocean Road! 

Colazione a Lorne in riva al mare, poi un salto a Separation Creek è un bel bagno a Apollo Bay, con questa spiaggia lunga lunga e niente male (anche abbastanza deserta, prima dell’arrivo dell’orda di cinesi). Pranziamo sulla spiaggia e poi ripartiamo lungo la costa e poi verso l’interno, in mezzo al Cape Otway National Park. Questo posto pare perfetto per avvistare koala in the wild, così noi iniziamo ad aguzzare la vista appena la strada si inerpica nella foresta. Ma non vediamo proprio un bel niente. Poi però per fortuna esiste la gente. Quella che si ferma sul ciglio della strada e guarda in su. Lì pensi: o sono matti, o su quell’albero c’è un koala. E quindi ci siamo ritrovate a non guardare più gli alberi, ma semplicemente a fermarci dove c’erano altre macchine (Ahahahah l’apoteosi della sfigaggine) e così abbiamo visto quattro meravigliosi, pelosi, sonnacchiosi koala ok giro per il parco! Tanto bellini è molto molto in the wild 🙂 

Abbiamo raggiunto la parte del faro, salvo poi scoprire che per vederlo da vicino si doveva pagare (e non proprio bruscolini..20 dollari cazzo), così abbiamo fatto una camminata e siamo tornate indietro. 

Dopo una breve sosta a Lavers Hill, dove ci sono un benzinaio (cioè, una solitaria e polverosa pompa di benzina), un café è una baracca (ma anche uno stupendo pannello con degli animali australiani disegnati sopra e il buco al posto della faccia di un canguro e di un koala, dove noi abbiamo perso circa 20 minuti a far foto…..), ci siamo spostate verso Port Campbell e ci siamo ritrovate nel Port Campbell National Park, e a pochi chilometri dai 12 Apostoli. E che fai, non ci vai?? Sapevamo che non valeva molto la pena vederli di sera perché sono contro sole e veniva fuori una sorta di black Apostles, ma visto che ci siam passate davanti…. È così abbiamo trascorso una mezz’ora in questo posto meraviglioso che vabbè io vorrei piangere da quanto è bello e però non dico niente perché domani me lo godrò di più e quindi basta sto zitta e ma quanto cazzo è bello quel posto?????? 

Raggiungiamo infine Port Campbell e ceniamo quasi sulla spiaggia. Poi (una volta scaricata Kara che stanotte dorme in mezzo al nulla, io non so come diavolo faccia a non essere terrorizzata), sistemiamo la macchina, facciamo il letto è tutto… Per poi accorgerci che non si poteva dormire li. E quindi a bui inoltrato vai a cercare un altro posto…. Morale della favola, siamo in un parcheggio per camion, una sorta di piazzolone di sosta sterrato sul ciglio della strada, buio pesto e una macchinata di cinesi caotici a 20 metri da noi. 

Va tutto bene!!!! 

























































My trip’s diary-Day 22

Scrivo sul blog seduta sulle scaline di un bagno pubblico sulla spiaggia di Lorne, Great Ocean Road. Ed è già tornato il freddo, naturalmente. In realtà oggi c’era un bel sole, accompagnato però da un vento rompicazzo. Insomma, assolutamente nulla di nuovo!!
Stamattina siamo andate a Geelong, una città con un lungomare molto carino, completo di molo, porto, spiaggia, prato, ruota panoramica tutta colorata e tanti personaggi di legno in giro. Abbiamo trascorso un’oretta lì e poi è stata l’ora delle “commissioni”: una spesa gigante e il giro dei punti vendita delle compagnie telefoniche per capire quanta ricezione avremo nei prossimi giorni (ricordo ai miei piccoli lettori che, in quanto a internet e ricezione telefonica, l’Australia è una ventina d’anni indietro).
E poi si inizia la Great Ocean Road! Ci siamo finalmente!! Iniziamo con Torquay: arriviamo a Fishermans Beach e ci stendiamo sulla sabbia per circa 20 minuti, dopo i quali avevano sabbia ovunque, persino su per il c e abbiamo perciò deciso di desistere. Questa parte della costa è famosa per il surf, e in effetti in quanto a vento è messa piuttosto bene! Infatti poi ci spostiamo un po’ più avanti e la situazione non cambia. Ci sono una spiaggia e un punto panoramico attaccati, che si chiamano rispettivamente Cosy Corner e Danger Point: che carini saranno gli australiani? Da qua il panorama è molto bello, è il vento sposta anche le balenottere come me. Decidiamo quindi ti fare una capatina a Bells Beach, la spiaggia dove si tengono i campionati di surf, e poi continuiamo la nostra traversata, fermandoci a Anglesea, in punti imprecisati lungo la strada per le foto, e infine a Lorne.
Un giorno mi piacerebbe avere il tempo di raccontare nei dettagli come si svolgono le parti “tecniche” del nostro viaggio: è qualcosa che adesso troviamo a volte stancante e a tratti pesante, ma che non vorrò mai dimenticare perché è un pezzo di vita davvero unico!!
E intanto siamo sulla Great Ocean Roaaaad :)))

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My trip’s diary-Day 21

E si riparte! Dopo due giorni su un bel letto comodo e in una casa con tutte le comodità, ritrovarmi chiusa in macchina sul materasso di gommapiuma non è il massimo… Ma in fondo ormai questa è casa! Ancora per 10 giorni…
Stamattina siamo stati in casa per finire di riprenderci, preparare tutto e salutarci. Poi siamo partite per Brighton Beach, la spiaggia a sud-est di Melbourne, famosa per le sue “casette” colorate. Naturalmente era nuvoloso (…..), ma è un posto davvero carino, ci sono tutte queste casette in fila dai colori sgargianti che mettono tanta allegria!!
Dopo un paio d’ore di macchina abbiamo raggiunto Ballarat, la seconda città del Victoria per grandezza (leggi: un grande paese). Ballarat è meta turistica perché è stata diciamo la capitale del periodo della corsa all’oro nel 1800. Molti edifici hanno lo stile di quell’epoca e il risultato è davvero molto bello! Una cittadina ordinata, sonnacchiosa e con dei palazzi stupendi! Dopo un bel giro a piedi, abbiamo raggiunto il lago e il giardino botanico, che è un piccolo gioiellino. È tutto così curato e in ordine, e so perfettamente che questa è una cosa che mi mancherà molto quando tornerò in Italia!
Siamo piazzate vicino a un paesino chiamato Garibaldi (vicino a Napoleons….parliamone), nello spiazzo di una scuola minuscola attiva nel 1800 e che ora ha un’atmosfera un attimo sinistra…speriamo bene!!

Prima delle foto, un ringraziamento. Non so se Francesco leggerà mai qui, ma mi sento di ringraziare lui e Katrina comunque. Ci hanno accolto con un’ospitalità che è davvero davvero difficile trovare. Ci hanno viziato e coccolato, non facendoci mancare mai niente. Sono stati generosi, disponibili e soprattutto simpaticissimi! Io Fra l’ho visto una sola volta in vita mia, nel 2010, un sabato sera allo stage di animazione; non possiamo certo dire di conoscerci bene. Eppure lui è stato disponibilissimo come se fossimo grandi amici. Accade solo quando le persone hanno un grande cuore, sono aperte agli altri e disponibili a donare qualcosa di loro in modo del tutto disinteressato. E io sono sempre felice quando vedo cose del genere.
In questo momento sono tanto grata. A loro, all’Australia, a questa vita in vacanza che durerà poco ma è meravigliosa.

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My trip’s diary-Day 20

Lo so che sembra stupido, ma di questi tempi svegliarsi in un letto vero fa proprio un gran bell’effetto!
Questa mattina ha avuto un nome solo: lazy. Ma quella pigrizia buona, che ti fa rilassare davvero e ricarica tutte le batterie. Noi c’abbiamo dato dentro di lavatrici e di relax sul divano fino a che non si sono svegliati tutto, dopodiché Francesco e Katrina ci hanno portato a fare il brunch in un posto molto carino a South Melbourne. Abbiamo mangiato come animali, e era tutto taaaaanto bbbbuono!
Il pomeriggio l’abbiamo praticamente passato al centro commerciale High Point, dove io…ho comprato FINALMENTE un nuovo cellulare! E poi a casa di nuovo super lazy (la verità è che ci son volute ore per spostare tutta la mia roba dal vecchio al nuovo…), e poi abbiamo cucinato tutti insieme! È stato molto bello 🙂
Dopo cena siamo usciti e abbiamo raggiunto un Irish pub in centro per incontrare Elisa e Margaux, le mie amiche di Sydney: figo ritrovarsi tutte a 1000 km di distanza! C’erano anche altre loro amiche e insomma è stata una bella serata!!
Mi è dispiaciuto un po’ “perdere” una giornata intera che avrei potuto usare per visitare la città, io (purtroppo o per fortuna) sono un po’ ossessionata per queste cose quando sono in viaggio, ho paura di sprecare il tempo. Però alla fine sono stata bene e ho capito che non succede assolutamente niente. Ci sono cose di Melbourne che avrei voluto vedere e che invece non ho visto: e allora? Non succede niente di male davvero. In compenso ho trascorso un po’ di tempo con belle persone (che, anche loro, chissà quando rivedrò), ho comprato un cellulare nuovo che davvero mi serviva, mi sono rilassata e ho vissuto un po’ più lenta. Credo che ogni tanto serva, e sono contenta così 🙂
Poche foto oggi…la preparazione della cena (un chicken curry che chevvelodicoaffà) e il quadro in camera, che mi fa taaaanto sognare!

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My trip’s diary-Day 18

Niente couchsurfer neanche per oggi e quindi… Già, risiamo qua!!
Bellissima giornata oggi, tanto sole e lunghissime camminate… Io, quindi, non posso far altro che essere contenta!!
Dopo aver attraversato il solito (come se fossi qui da settimane) campo di cricket con tutte le belle statue di giocatori storici (perché il cricket in Australia è una cosa seria! Anche se io sinceramente ho qualche dubbio sulla quantità di divertimento che apporta agli spettatori…e persino ai giocatori), abbiamo raggiunto i Botanical Gardens e abbiamo praticamente trascorso l’intera mattinata lì. Intendo io e Fra, perché Kara ha deciso di farsi i suoi giri (o forse noi abbiamo fatto in modo che… Non saprei). Forse è stato meglio così, un paio di giorni divise magari ci fanno bene!! I giardini sono immensi è bellissimi. Per quanto io abbia lasciato il cuore in quello di Sydney e su questo non si discute neanche, sono davvero belli. Tantissimi fiori colorati e laghetti e statue e cottage e il planetario e le rose e insomma tanto ormai si sa, io quando vedo verde non ci sono più per nessuno!! Una parte molto bella è anche il Shrine of Remembrance, ovvero un monumento gigante ai caduti, sulla falsariga dell’ANZAC Memorial in Hyde Park a Sydney (eh, si sa, i paragoni in questi giorni sono obbligatori), con il museo all’interno e ampi spazi verdi all’esterno. Io vabbè, dopo aver visto quello a Canberra tutti gli altri perdono un po’, però davvero bello anche questo! Vabbè dai a me piace tutto si sa!!
Abbiamo pranzato sedute sul prato bordo lago e poi, dopo qualche altro giretto, siamo uscite e siamo tornate verso il CBD per un giro un po’ più approfondito rispetto a quello di ieri (le mie mappe sono davvero fighe!). Rivediamo quindi le strade di ieri e ci inoltriamo in qualche quartiere nuovo, come Chinatown e soprattutto la parte con il Parlamento, molto bello, è St. Patrick’s Cathedral. Tornate in centro, passiamo circa un’oretta a Dymocks, perché quando si tratta di libri il tempo non esiste!! E poi, dopo qualche altro giro, torniamo alla nostra beneamata casa. Nel parcheggio.
Per ora Melbourne mi piace molto! Continuo a paragonarla alla “mia” Sydney e credo che lei vincerebbe comunque, anche se ci sono cose di Melbourne che mi affascinano, soprattutto il lungo fiume che a Sydney manca… Vabbè, diciamo che Sydney non si batte, ma a Melbourne ci vivrei! Può andare?

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My trip’s diary-Day 16

E rieccoci sul continente.. Pronte per un’altra isola, però! Ma prima il racconto di una scena esilarante (a ripensarci ora) e delirante (cosa che effettivamente è stata).
Stanotte abbiamo dormito in traghetto ed eravamo tutte belle contente della nostra cabina con tanto di bagno. Arriviamo, ci facciamo una bella doccia (vera, calda, senza costume…), mangiamo, guardiamo qualche puntata di una serie che dovrò vedere quando torno, e poi belle belline ci mettiamo a letto soddisfatte. Un letto vero (più o meno) dopo più di due settimane!
La cabina era da 4 e a metà serata era arrivata una signora sulla cinquantina che aveva lasciato le sue cose e se n’era andata. Verso mezzanotte la signora torna e si mette a dormire. Beh, non la faccio lunga. Alle 2.10 io e Fra siamo sveglie, con gli occhi sbarrati e i nervi a fior di pelle, per questa signora che russa come un trombone. Una cosa davvero mai sentita!! Ovviamente siamo super nervose e continuiamo a sbuffare e a fare mille rumori per cercare di farla svegliare. In un’ora e dieci (un’ora e dieci di notte in queste condizioni è veramente un sacco di tempo…..) siamo passate dal nervoso alle risate isteriche, dai colpi di tosse prolungati alle chiacchiere ad alta voce, fino a che io, presa dallo sconforto, ho iniziato a urlare alla signora di cambiare posizione perché stava russando come un animale. Ma lei nulla. Alla fine Fra si è messa a mangiare i crackers, e quel rumore deve averle messo in moto qualcosa nel cervello, perché si è messa sul fianco e ha smesso di russare. Noi tutte belle contente ci rimettiamo a letto, io cerco di placare il mal di testa e di farmi tornare il sonno… Piano piano le palpebre si chiudono e, proprio quando cado in dormiveglia… Ecco che riparte di nuovo!!! Sono le 03.40. Russa così forte che una cosa del genere non l’avevo mai sentita. Al colmo della frustrazione mi tappo le orecchie con le mani, e le lancette che segnano le 04.30 sono le ultime cose che vedo. Fino a quando, alle 6 in punto, l’altoparlante ci sveglia. Bella nottata di merda! E in tutto questo, Kara si sveglia alle 06.15 chiedendo: ma l’altoparlante era la sveglia?? BUONGIORNO cazzo!!
Ma vaaaaaa bene, noi siamo contente lo stesso, o no?? Si va a Phillip Island!! 🙂
Famosa per il circuito del gran premio e per i pinguini, Phillip Island si trova a circa 100 km a sud-est di Melbourne. Noi arriviamo a metà mattina e ci buttiamo subito nelle nostre camminate panoramiche, nonostante il tempo lasci un po’ a desiderare (ma per fortuna dopo andrà molto meglio!): prima di tutto una camminata, un po’ sulla spiaggia è un po’ sulla costa, al Cape Woolmai State Fauna Reserve, dove facciamo una mezza litigata con Kara (che se l’è presa perché noi parlavamo in italiano, sicuramente male di lei. Lei però era a 50 metri avanti a noi e non capisco perché avremmo dovuto parlare inglese. Inoltre era una delle poche volte in cui non parlavamo male di lei effettivamente ahah, aaaah la gente di 30 anni!!!), e dove abbiamo raggiunto i Pinnacles. Un posto davvero stupendo e dai colori fantastici!
Abbiamo guidato un po’, fermandoci a fare qualche foto con il Big Koala e al circuito, e poi un’altra camminata fino a Pyramid Rock, altrettanto bello. Abbiamo poi raggiunto Kitty Millers Bay, dove io e Kara abbiamo provato a camminare un po’ sul fondale lasciato dalla bassa marea per raggiungere un qualche relitto, ma i sassi acuminati e le pozze d’acqua ci hanno fatto desistere dopo un po’. Però come colpo d’occhio niente male!! Decidiamo poi di raggiungere la punta più a ovest, The Nobbies, dove di solito si riuniscono le foche. Noi non ne abbiamo vista neanche una (eppefforza), ma ci siamo rifatte con letture interessanti e, soprattutto, con una camminata sul promontorio. Il vento ha rotto abbastanza il cazzo, ma la vista era bellissima, con il Blowhole, le rocce scure e la vegetazione verde e arancione. Mi è piaciuto moltissimo e ho fatto davvero tante foto (con la fotocamera, quindi su sto blog poca roba!!). Dopodiché siamo tornate indietro al Swan Lake. Come lago ci ha deluso un po’ tanto (una mezza palude in realtà… Ma i cigni neri c’erano, quindi il nome perlomeno l’hanno azzeccato). Ma poi è successo che sul sentiero al ritorno stavo camminando e a un certo punto mi fermo di botto e le altre due quasi mi vengono addosso e lui è li a 10 metri da noi: un’echidna!!! Un animaletto bellissimo, una specie di riccio con il becco. Chi sa anche solo qualcosina sugli animali australiani non può non amare l’echidna!! E quindi nulla, ci siamo avvicinate a pochi centimetri e l’abbiamo ammirato, in silenzio per paura che scappasse e con un sorriso enorme. Io aaaaamo gli echidna!!
Abbiamo cucinato (non l’echidna), e poi siamo andate alle Penguin Parade. In realtà abbiamo cazzeggiato due ore perché l’evento era alle 21. Alle 20.15 eravamo già sugli spalti a congelare, ma contentissime!! Praticamente, si tratta di una spiaggia dove i pinguini arrivano naturalmente e dove sono stati costruiti delle casette per loro (perché gli animali distruggono quelle che i pinguini si costruiscono da soli) è un centro di recupero. Assistono i pinguini e li pesano e li monitorano per vedere se tutto va bene. Ovviamente c’è nato sopra un business di nulla, col negozio, il ristorante, i tour e, ovviamente, la Penguin Parade. Così alle 21 circa, centinaia di persone sugli spalti e i primi gruppetti di pinguini escono dal mare, si scuotono, osservano, poi partono di corsa, sempre in gruppo. Si fermano, osservano, poi ripartono. Di gruppetti ne sono usciti a decine dall’acqua, e come si muovono quando corrono vabbè, è una cosa eccezionale! Io ero con gli occhi a cuoricino e non sapevo più dove guardare. Illuminati solo da un lampione, vedevi queste macchioline bianche e nere che si muovevano veloci e goffe sulla sabbia dorata, a volte inciampando, belli tondi con le pance piene di pesce, sembrava che facessero a gara. Poi, prima di andare verso le loro casette,devono passare in un piccolo tunnel dove gli addetti li mettono su una bilancia per prendere nota delle variazioni di peso. E loro, giuro, se ne stavano lì fermi, ad aspettare il loro turno in fila. Semplicemente adorabili!! Ma il momento migliore è quando ci siamo alzati e, stando sulle passerelle, li vedevamo andare ognuno verso la propria casetta (che poi, come facciano a sapere dov’è chi lo sa). Ce n’erano davvero tanti, alcuni li abbiamo visti da vicino, cosini alti circa 30 centimetri, è davvero buffi: camminano sculettando, si fermano e si guardano intorno, poi si grattano un po’ e si leccano le piume. Se ne stanno lì a contemplare chissà cosa per parecchi minuti, poi fanno qualche altro passo. Tutt’intorno, il buio si riempie dei loro verso assordanti: siamo finalmente a casa!! E io mi sono innamorata perdutamente di ognuno di loro 🙂
Ancora sorridenti come ebeti per tutte le bellezze di oggi, usciamo dall’isola (riesco a vedere le Big Cows e la Big Wave al buio) e ci fermiamo a dormire in un parchetto a Bass.
Io l’ho già detto che amo l’Australia????????????

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