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My trip’s diary-Day 20

Lo so che sembra stupido, ma di questi tempi svegliarsi in un letto vero fa proprio un gran bell’effetto!
Questa mattina ha avuto un nome solo: lazy. Ma quella pigrizia buona, che ti fa rilassare davvero e ricarica tutte le batterie. Noi c’abbiamo dato dentro di lavatrici e di relax sul divano fino a che non si sono svegliati tutto, dopodiché Francesco e Katrina ci hanno portato a fare il brunch in un posto molto carino a South Melbourne. Abbiamo mangiato come animali, e era tutto taaaaanto bbbbuono!
Il pomeriggio l’abbiamo praticamente passato al centro commerciale High Point, dove io…ho comprato FINALMENTE un nuovo cellulare! E poi a casa di nuovo super lazy (la verità è che ci son volute ore per spostare tutta la mia roba dal vecchio al nuovo…), e poi abbiamo cucinato tutti insieme! È stato molto bello 🙂
Dopo cena siamo usciti e abbiamo raggiunto un Irish pub in centro per incontrare Elisa e Margaux, le mie amiche di Sydney: figo ritrovarsi tutte a 1000 km di distanza! C’erano anche altre loro amiche e insomma è stata una bella serata!!
Mi è dispiaciuto un po’ “perdere” una giornata intera che avrei potuto usare per visitare la città, io (purtroppo o per fortuna) sono un po’ ossessionata per queste cose quando sono in viaggio, ho paura di sprecare il tempo. Però alla fine sono stata bene e ho capito che non succede assolutamente niente. Ci sono cose di Melbourne che avrei voluto vedere e che invece non ho visto: e allora? Non succede niente di male davvero. In compenso ho trascorso un po’ di tempo con belle persone (che, anche loro, chissà quando rivedrò), ho comprato un cellulare nuovo che davvero mi serviva, mi sono rilassata e ho vissuto un po’ più lenta. Credo che ogni tanto serva, e sono contenta così 🙂
Poche foto oggi…la preparazione della cena (un chicken curry che chevvelodicoaffà) e il quadro in camera, che mi fa taaaanto sognare!

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My trip’s diary-Day 19

Solo una parola per questa giornata: caldo boia!
Vabbè sono due.
Ora, sembra che io stia sempre a lamentarmi eh, però vabbè a me poi alla fine va bene tutto e ci si adatta. Ho sudato come un animale ma fa niente! E questo magari non importava scriverlo.
Insomma, oggi grandi giri intorno al CBD. Kara ci ha raggiunto con tutti i suoi “grandi pesi da portare” (cit.), poi abbiamo iniziato le nostre infinite camminate: dal Yarra Park al centro e poi giù al di là del fiume, nei quartieri dì Southbank e Docklands. Il primo in particolare ci è piaciuto molto e abbiamo cercato di godercelo al meglio. Dopo il pranzo sul prato, Kara è andata all’acquario e noi siamo tornate verso il centro. Ci siamo separate e io sono andata ai Fitzroy Gardens a conoscere Serena!! Sono stata tanto contenta di aver conosciuto qualcuno tramite il mondo dei blog, che cosa figa! Ci siamo divertite a vestirci come damine (o forse più come sguattere) dell’ ‘800 al Cook’s Cottage poi, dopo un succo rigenerante, mi ha portata al National Gallery of Victoria, dove ci siamo divertite su quella specie di calcinsella tutto dorato e nel Bird’s Island. C’erano un sacco di cose interattive è interessanti!!
Dopo aver recuperato Fra e averla salutata, siamo tornate ai Gardens per fare un giro un po’ più approfondito, e abbiamo visto cose carine come il Tudor’s Village (in miniatura!) e il Fairies’ Tree. Prima del giardino mi sono anche messa a rotolare giù per una discesa tutta bella erbosa che proprio mi stava chiamando!!!
Tornate tutte e tre alla macchina (io un po’ delirante dalla stanchezza), troviamo una lettera sulla macchina con cui ci avvisano che se la trovano ancora lì in quel parcheggio ce la portano via….poco male! Considerando anche che ci abbiamo dormito due notti…tranqui!!
Compriamo del vino e raggiungiamo Il quartiere di Kensington e la casa di Francesco che ci ospiterà per due notti. Lui è un ragazzo che ho conosciuto una sera di 5 anni fa, e non ci siamo mai più rivisti, eppure è stato tanto gentile da ospitarci! Abbiamo passato una bellissima serata noi, lui e Katrina (la sua ragazza), mangiando pizza, bevendo vino, giocando a taboo e ridendo tantissimo!! Io e Fra eravamo in squadra insieme e li abbiamo sbaragliati! Giocare in inglese non è sempre facile, ma noi avevamo dalla nostra un po’ di esperienze accumulate in queste settimane e quindi non c’è stata storia! Anche se è bastata solo una grande sintonia per indovinare “Delta” quando lei ha detto semplicemente “Lancia”!!! Ahahah

Sono conteeeenta!!

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My trip’s diary-Day 18

Niente couchsurfer neanche per oggi e quindi… Già, risiamo qua!!
Bellissima giornata oggi, tanto sole e lunghissime camminate… Io, quindi, non posso far altro che essere contenta!!
Dopo aver attraversato il solito (come se fossi qui da settimane) campo di cricket con tutte le belle statue di giocatori storici (perché il cricket in Australia è una cosa seria! Anche se io sinceramente ho qualche dubbio sulla quantità di divertimento che apporta agli spettatori…e persino ai giocatori), abbiamo raggiunto i Botanical Gardens e abbiamo praticamente trascorso l’intera mattinata lì. Intendo io e Fra, perché Kara ha deciso di farsi i suoi giri (o forse noi abbiamo fatto in modo che… Non saprei). Forse è stato meglio così, un paio di giorni divise magari ci fanno bene!! I giardini sono immensi è bellissimi. Per quanto io abbia lasciato il cuore in quello di Sydney e su questo non si discute neanche, sono davvero belli. Tantissimi fiori colorati e laghetti e statue e cottage e il planetario e le rose e insomma tanto ormai si sa, io quando vedo verde non ci sono più per nessuno!! Una parte molto bella è anche il Shrine of Remembrance, ovvero un monumento gigante ai caduti, sulla falsariga dell’ANZAC Memorial in Hyde Park a Sydney (eh, si sa, i paragoni in questi giorni sono obbligatori), con il museo all’interno e ampi spazi verdi all’esterno. Io vabbè, dopo aver visto quello a Canberra tutti gli altri perdono un po’, però davvero bello anche questo! Vabbè dai a me piace tutto si sa!!
Abbiamo pranzato sedute sul prato bordo lago e poi, dopo qualche altro giretto, siamo uscite e siamo tornate verso il CBD per un giro un po’ più approfondito rispetto a quello di ieri (le mie mappe sono davvero fighe!). Rivediamo quindi le strade di ieri e ci inoltriamo in qualche quartiere nuovo, come Chinatown e soprattutto la parte con il Parlamento, molto bello, è St. Patrick’s Cathedral. Tornate in centro, passiamo circa un’oretta a Dymocks, perché quando si tratta di libri il tempo non esiste!! E poi, dopo qualche altro giro, torniamo alla nostra beneamata casa. Nel parcheggio.
Per ora Melbourne mi piace molto! Continuo a paragonarla alla “mia” Sydney e credo che lei vincerebbe comunque, anche se ci sono cose di Melbourne che mi affascinano, soprattutto il lungo fiume che a Sydney manca… Vabbè, diciamo che Sydney non si batte, ma a Melbourne ci vivrei! Può andare?

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My trip’s diary-Day 17

Una parola sola: Melbourneeee 🙂
In realtà, questa è stata la classica delle giornate cosiddette “alla cazzo”. Ci siamo svegliate stamattina e con tutta calma siamo partite da Bass…talmente con calma che siamo arrivate a Melbourne a mezzogiorno. Abbiamo scaricato (notare l’uso di certi verbi) Kara a casa del suo couchsurfer, e poi siamo andate a cercare un parcheggio vicino al centro, cosa che ha richiesto una quantità illimitata di tempo, ma che alla fine si è risolta con successo. In centro abbiamo anche notato un parcheggio che voleva 69 dollari per una sosta di tre ore ma, dopo un certo panico alla bocca dello stomaco, abbiamo parcheggiato la macchina nel mitico parcheggino dello stadio di rugby dei Richmond (nome ricorrente, va detto che è destino), a Yarra Park. Parcheggio mitico perché… Sì, ci dormiremo stanotte!
Siamo quindi partite alla volta della città e, dopo aver mangiato – finalmente – un bacon and egg roll – che però non ci ha soddisfatto per niente – abbiamo deciso di spendere quel pomeriggio che ci rimaneva per…perderci. Così ci siamo buttate nel CBD e abbiamo scoperto per caso le vie del centro, Federation Square (il cui ideatore dove spiegarmi un paio di cosine), una bellissima National Library, all’interno della quale le pupille degli occhi mi sono diventate due cuoricini rossi e dove mi è tornata la voglia di studiare per ore (cosa che assurdamente non ho mai avuto), poi St. Paul’s Cathedral, davvero molto bella, è il lungofiume con un bellissimo e nuovissimo parchetto chiamato Birrarung Marr. Alla fine, l’obiettivo di oggi era recuperare delle mappe, e io ne ho in quantità industriale! Infatti domani gente…si cammina!!
Abbiamo provato a contattare dei couchsurfer, ma avendolo fatto all’ultimo momento (perché chi doveva ospitarci ha avuto un impegno di lavoro all’ultimo) non abbiamo avuto molta fortuna e così… Si dorme in macchina in centro a Melbourne!! Speriamo solo di essere ancora viva domattina. Dopo aver trovato le chiavi che *non faccio nomi* aveva perso nei meandri delle coperte, siamo pronte e cariche a molla!! Vabbè, io…Fra un po’ meno ma fa niente!!

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My trip’s diary-Day 16

E rieccoci sul continente.. Pronte per un’altra isola, però! Ma prima il racconto di una scena esilarante (a ripensarci ora) e delirante (cosa che effettivamente è stata).
Stanotte abbiamo dormito in traghetto ed eravamo tutte belle contente della nostra cabina con tanto di bagno. Arriviamo, ci facciamo una bella doccia (vera, calda, senza costume…), mangiamo, guardiamo qualche puntata di una serie che dovrò vedere quando torno, e poi belle belline ci mettiamo a letto soddisfatte. Un letto vero (più o meno) dopo più di due settimane!
La cabina era da 4 e a metà serata era arrivata una signora sulla cinquantina che aveva lasciato le sue cose e se n’era andata. Verso mezzanotte la signora torna e si mette a dormire. Beh, non la faccio lunga. Alle 2.10 io e Fra siamo sveglie, con gli occhi sbarrati e i nervi a fior di pelle, per questa signora che russa come un trombone. Una cosa davvero mai sentita!! Ovviamente siamo super nervose e continuiamo a sbuffare e a fare mille rumori per cercare di farla svegliare. In un’ora e dieci (un’ora e dieci di notte in queste condizioni è veramente un sacco di tempo…..) siamo passate dal nervoso alle risate isteriche, dai colpi di tosse prolungati alle chiacchiere ad alta voce, fino a che io, presa dallo sconforto, ho iniziato a urlare alla signora di cambiare posizione perché stava russando come un animale. Ma lei nulla. Alla fine Fra si è messa a mangiare i crackers, e quel rumore deve averle messo in moto qualcosa nel cervello, perché si è messa sul fianco e ha smesso di russare. Noi tutte belle contente ci rimettiamo a letto, io cerco di placare il mal di testa e di farmi tornare il sonno… Piano piano le palpebre si chiudono e, proprio quando cado in dormiveglia… Ecco che riparte di nuovo!!! Sono le 03.40. Russa così forte che una cosa del genere non l’avevo mai sentita. Al colmo della frustrazione mi tappo le orecchie con le mani, e le lancette che segnano le 04.30 sono le ultime cose che vedo. Fino a quando, alle 6 in punto, l’altoparlante ci sveglia. Bella nottata di merda! E in tutto questo, Kara si sveglia alle 06.15 chiedendo: ma l’altoparlante era la sveglia?? BUONGIORNO cazzo!!
Ma vaaaaaa bene, noi siamo contente lo stesso, o no?? Si va a Phillip Island!! 🙂
Famosa per il circuito del gran premio e per i pinguini, Phillip Island si trova a circa 100 km a sud-est di Melbourne. Noi arriviamo a metà mattina e ci buttiamo subito nelle nostre camminate panoramiche, nonostante il tempo lasci un po’ a desiderare (ma per fortuna dopo andrà molto meglio!): prima di tutto una camminata, un po’ sulla spiaggia è un po’ sulla costa, al Cape Woolmai State Fauna Reserve, dove facciamo una mezza litigata con Kara (che se l’è presa perché noi parlavamo in italiano, sicuramente male di lei. Lei però era a 50 metri avanti a noi e non capisco perché avremmo dovuto parlare inglese. Inoltre era una delle poche volte in cui non parlavamo male di lei effettivamente ahah, aaaah la gente di 30 anni!!!), e dove abbiamo raggiunto i Pinnacles. Un posto davvero stupendo e dai colori fantastici!
Abbiamo guidato un po’, fermandoci a fare qualche foto con il Big Koala e al circuito, e poi un’altra camminata fino a Pyramid Rock, altrettanto bello. Abbiamo poi raggiunto Kitty Millers Bay, dove io e Kara abbiamo provato a camminare un po’ sul fondale lasciato dalla bassa marea per raggiungere un qualche relitto, ma i sassi acuminati e le pozze d’acqua ci hanno fatto desistere dopo un po’. Però come colpo d’occhio niente male!! Decidiamo poi di raggiungere la punta più a ovest, The Nobbies, dove di solito si riuniscono le foche. Noi non ne abbiamo vista neanche una (eppefforza), ma ci siamo rifatte con letture interessanti e, soprattutto, con una camminata sul promontorio. Il vento ha rotto abbastanza il cazzo, ma la vista era bellissima, con il Blowhole, le rocce scure e la vegetazione verde e arancione. Mi è piaciuto moltissimo e ho fatto davvero tante foto (con la fotocamera, quindi su sto blog poca roba!!). Dopodiché siamo tornate indietro al Swan Lake. Come lago ci ha deluso un po’ tanto (una mezza palude in realtà… Ma i cigni neri c’erano, quindi il nome perlomeno l’hanno azzeccato). Ma poi è successo che sul sentiero al ritorno stavo camminando e a un certo punto mi fermo di botto e le altre due quasi mi vengono addosso e lui è li a 10 metri da noi: un’echidna!!! Un animaletto bellissimo, una specie di riccio con il becco. Chi sa anche solo qualcosina sugli animali australiani non può non amare l’echidna!! E quindi nulla, ci siamo avvicinate a pochi centimetri e l’abbiamo ammirato, in silenzio per paura che scappasse e con un sorriso enorme. Io aaaaamo gli echidna!!
Abbiamo cucinato (non l’echidna), e poi siamo andate alle Penguin Parade. In realtà abbiamo cazzeggiato due ore perché l’evento era alle 21. Alle 20.15 eravamo già sugli spalti a congelare, ma contentissime!! Praticamente, si tratta di una spiaggia dove i pinguini arrivano naturalmente e dove sono stati costruiti delle casette per loro (perché gli animali distruggono quelle che i pinguini si costruiscono da soli) è un centro di recupero. Assistono i pinguini e li pesano e li monitorano per vedere se tutto va bene. Ovviamente c’è nato sopra un business di nulla, col negozio, il ristorante, i tour e, ovviamente, la Penguin Parade. Così alle 21 circa, centinaia di persone sugli spalti e i primi gruppetti di pinguini escono dal mare, si scuotono, osservano, poi partono di corsa, sempre in gruppo. Si fermano, osservano, poi ripartono. Di gruppetti ne sono usciti a decine dall’acqua, e come si muovono quando corrono vabbè, è una cosa eccezionale! Io ero con gli occhi a cuoricino e non sapevo più dove guardare. Illuminati solo da un lampione, vedevi queste macchioline bianche e nere che si muovevano veloci e goffe sulla sabbia dorata, a volte inciampando, belli tondi con le pance piene di pesce, sembrava che facessero a gara. Poi, prima di andare verso le loro casette,devono passare in un piccolo tunnel dove gli addetti li mettono su una bilancia per prendere nota delle variazioni di peso. E loro, giuro, se ne stavano lì fermi, ad aspettare il loro turno in fila. Semplicemente adorabili!! Ma il momento migliore è quando ci siamo alzati e, stando sulle passerelle, li vedevamo andare ognuno verso la propria casetta (che poi, come facciano a sapere dov’è chi lo sa). Ce n’erano davvero tanti, alcuni li abbiamo visti da vicino, cosini alti circa 30 centimetri, è davvero buffi: camminano sculettando, si fermano e si guardano intorno, poi si grattano un po’ e si leccano le piume. Se ne stanno lì a contemplare chissà cosa per parecchi minuti, poi fanno qualche altro passo. Tutt’intorno, il buio si riempie dei loro verso assordanti: siamo finalmente a casa!! E io mi sono innamorata perdutamente di ognuno di loro 🙂
Ancora sorridenti come ebeti per tutte le bellezze di oggi, usciamo dall’isola (riesco a vedere le Big Cows e la Big Wave al buio) e ci fermiamo a dormire in un parchetto a Bass.
Io l’ho già detto che amo l’Australia????????????

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My trip’s diary-Day 15

Ultimo giorno in Tasmaniaaaaaa!! La situazione strana è che da una parte ci mancherà perché ci è proprio entrata nel cuore, ma dall’altra…basta con ‘sto freddo!!! Anche se oggi in realtà c’era il sole e abbiamo addirittura messo le maniche corte!!
Visto che eravamo già vicine A Devonport, oggi ce la siamo proprio presa comoda. Da La Trobe siamo andate dritte a Penguin, passando però prima da un Lookout con una vista davvero bellissima sul mare e su tutte le colline, che sembrano davvero finte!
Penguin è una cittadina molto carina, con una bella spiaggia e il prato verde. Ci sono anche i cestini della spazzatura con i pinguini e, ovviamente, il Big Penguin! Mentre le altre hanno trovato un wifi, io mi sono fatta un giretto fino a un piccolo ma delizioso Lions Park, e poi mi sono lanciata sul prato a leggere e a fare yoga. Yoga, sul prato, col mare di fronte e il sole in testa… Sì, lo so, lo dico sempre che proprio male male non è!
Dopo Penguin siamo tornate indietro lungo la costa, fermandoci per fare qualche foto alla Three Sisters State Reserve, e poi qualche ora a Ulverstone, dove ci siamo divertite come coglione al parco giochi e alla palestra per un work out all’aria aperta di tutto rispetto (adesso gli addominali piangono).
Ritorno a Devonport, giro brevissimo della città e poi eh, è successo. La voglia di junk food ci ha chiamate. E così siamo finite al Mac (Macca’s qui in Australia, perché loro sono diversi!), e poi abbiamo trascorso circa due ore in fila per il traghetto.
Eccoci qua, la Tasmania è andata. Che dire, è vero che tutto questo freddo e tutta questa pioggia ci hanno demoralizzato a volte e non ce l’hanno fatta vivere al massimo come avremmo voluto. Però è anche vero che se mi è piaciuta così tanto in questo modo, vuol dire che bella deve esserlo davvero. Le mie foto non rendono l’idea, e forse nessuna foto potrebbe farlo, sono posti da vedere davvero con i propri occhi (così anche voi vi sorbite sto freddo cazzo!): ci sono cose e spiagge e baie e isolette all’orizzonte e rocce e sentieri e colline che non ti puoi scordare. I colori sono vividissimi (ma sui colori dell’Australia ne avrei tante da dire…) e ce n’è per tutti: le colline e i campi immensi sono verdi, gialle, ocra, marroni, con le mucche e le pecore e gli alpaca in ogni dove, e poi il blu di questo oceano, santo cielo, a ogni ora del giorno il blu è diverso e vabbè, come si fa a descrivere certe bellezze? Quando, in alcuni punti, il profilo delle colline si perde nella nebbia dell’orizzonte, o le onde si infrangono sulla scogliera con una forza tale che stare lì 10 minuti buoni a fissarle ti sembra niente. A volte ti sembra di stare di fronte a un grande dipinto, da quanto tutto intorno a te è così bello e nitido e pulito, o da quanto le onde sono grosse e veloci, che sembrano fatte con gli effetti speciali dei film.
La Tasmania mi è rimasta nel cuore. Ma la Tasmania è Australia, per cui non poteva essere altrimenti!!

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My trip’s diary-Day 14

Maaaaa….ma cos’è quella pallina gialla e opaca nascosta dietro le nuvole in cielo? Non è che magari potrebbe essere quella cosa chiamata sole? Chissà!
In effetti, quando stamattina siamo arrivate ai giardini botanici, un po’ di luce in giro c’era, e si poteva addirittura stare con la felpa senza soffrire troppo il freddo!! Abbiamo trascorso metà mattinata lì e a me sono piaciuti molto. C’era il laghetto, il giardino giapponese, un sacco di piante australiane e neozelandesi, tanti fiori mai visti, rose profumate, prati belli verdi…insomma, il mio mondo! È stato molto bello e ci siamo divertite a fare le foto e a fare tante ruote (o cose del genere) con le rose come sfondo e tanta gente che ci guardava un po’ stranita…
Dopo siamo andate al MONA, il museo di arte moderna che aspettavo perché dentro dovrebbero esserci un sacco di cose strane e interattive…poi però, quando abbiamo visto il prezzo, abbiamo deciso che andava anche bene così.. Però nel prato del museo c’era un market molto carino che pare facciano ogni domenica, con oggetti strani, lezioni di yoga e la banda che suona. Poi, il museo ha anche alcune installazioni all’esterno, come un campo da tennis di fronte all’entrata (???), un camion gigante costruito in ferro tutto decorato che deve aver portato via anni di lavoro a chi l’ha fatto, e poi una roba strana. Una stanza nera e buia con 12 schermi che riprendevano ogni secondo della vita di un uomo in un qualche laboratorio, con tanto di migliaia di cd messi uno accanto all’altro con le riprese di ogni giorno, dal 2011 a oggi. L’effetto Dharma Project (e anche quello creepy) è stato immediato e ce ne siamo andate, anche camminando un po’ a passo veloce.
Da non dimenticare, in ogni caso, la bella vista e la mamma papera che attraversa la strada con i suoi piccoli!! Di cui uno molto ribelle.
Riprendiamo così il nostro viaggio e iniziamo a spostarci verso nord, che domani ci aspetta di nuovo il traghetto. Decidiamo di tagliare Cradle Mountain (strada troppo lunga, e comunque i 7 gradi previsti sono un po’ troppo pochi per le nostre misere felpe) e passiamo dal centro dell’isola, lungo Great Western Tiers. La strada è un po’ tutta uguale ma molto bella, con tutte queste colline che cambiano colore, un lago (il Great Lake) e qualche punto panoramico. Dopo una rapida sosta a Mole Creek per qualche foto con il Big Tassie Devil (veramente brutto e senza zampe posteriori….), ci fermiamo un’oretta a Sheffield, il paese dei murales. Tantissimi muri delle case e dei negozi, infatti, sono ricoperti da dipinti, alcuni anche molto belli, che raccontano la storia della valle. Poi, in un parchetto, i partecipanti alla gara del 2014. Una quindicina di murales molto belli!! E il paese è proprio affascinante (ma mai come Richmond, naturalmente). In serata raggiungiamo La Trobe e ci fermiamo qui per la notte. In un parcheggio accanto a un parco. Un giorno sarebbe davvero interessante fare la lista dei posti assurdi dove abbiamo dormito!! 🙂

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