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Il racconto, più o meno dettagliato, della settimana appena trascorsa. I post vengono solitamente pubblicati la domenica sera. Quando si fa il punto della situazione spaparanzati sul divano.

Settimana 26 (42)

E così…la mia ultima settimana a Sydney? Ma ci si crede??? Beh ok, si sa, era inevitabile…ma il suo effetto lo fa!

Come prevedibile, a lavoro è il caos, anche se un tantino meno rispetto alla settimana scorsa. Ho finito con i miei clienti, credo di aver passato tutto al mio sostituto in maniera abbastanza efficace, speriamo! Ci sono cose che ho inevitabilmente dovuto lasciare indietro ma ora…pace! Ci penserà qualcun altro J

Per il resto, ho trascorso la maggior parte del mio tempo libero a programmare e preparare: itinerari, tour, traghetti, zaini, oggetti utili, vestiti, aiuto! È stata davvero una settimana piena di ansia da questo punto di vista.

Però ci sono state anche tante cose belle. Come il biglietto di buon viaggio con la gift card, da parte di Andy, il mio ex collega coreano che non vedo da ottobre e che è una persona squisita. Come certe persone che hai visto una volta sola in vita tua ma che si dimostrano sempre gentili e disponibili. Come il pranzo offerto in ufficio il venerdì, con tanto di discorso e la mia faccia rossa dalla vergogna. E come il “business” trip del weekend! Siamo andati a Barrington Tops, a circa tre ore a nord di Sydney, in una cattle station piccola e accogliente, con una vista mozzafiato sulla valle. Noi ci siamo divertiti un sacco: abbiamo fatto una specie di rafting coi ciambelloni sulle rapide, cenato all’aria aperta, giocato a Ping pong (o soprattutto beer pong), poi ci siamo imbucati ad una festa nel busco e, in generale, divertiti un sacco! È stato bello trascorrere un weekend un po diverso, con belle persone e in un posto fantastico. Forse eviterei il Huntsman che abbiamo trovato in camera, ma rivedrei quel cielo completamente stellato e con quella fantastica via lattea altre mille volte!

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Settimana 25 (41)

Prima settimana di lavoro dopo le vacanze, penultima prima delle vacanze…di nuovo! Sembra tutto figo ma in realtà sono immersa nell’ansia ahahaha (e non c’è un cazzo da ridere in realtà).

È stata senza dubbio la settimana più caotica a lavoro. Ho avuto pochissimi clienti in 6 mesi e poi sbam, eccoli tutti insieme alla fine, tutti i emergenza visto. Fiato corto e sudore freddo, ma sta andando tutto bene e sono contenta di aver contribuito al bene dell’agenzia anche da un punto di vista della clientela, seppur in piccola parte. Ho avuto qualche incontro interessante e ho organizzato un fantastico “business trip” (poco business, molto trip) per i miei colleghi! Non vedo l’ora di andare!!

Per il resto tutto va così. Presa dalle ansie e dal non stare più nella pelle, in quel limbo dolce e bastardo in cui ci si trova quando si sta per lasciare qualcosa che si ama per qualcosa che è ignoto, ma che ci entusiasma tanto. Un limbo di adrenalina e terrore!!

Lunedì sono andata al cinema con Diana, Fra e Sean. Non un cinema qualsiasi…ma l’IMAX di Darling Harbour, lo schermo più grande al mondo. Ora, vedere Lo Hobbit in inglese, in tipo sesta fila di fronte a uno schermo grande come una palazzina, con gli occhiali in 3D, un Gandalf gigante e una visuale completa delle carie degli orchi…beh, non è stato male! Dopo avevo un gran mal di testa, ma ne è valsa la pena J Martedì invece ho pranzato con Mara e il suo papi che tornava in Italia, e ci siamo fatti una bella scorpacciata di noodles prima di tornare a lavoro. Ho passato il mio venerdì sera con Elisa, tra Summer Fest, opossum che ti si strusciano sui piedi e gelato all’azoto. Elisa mi mancherà e non vedo l’ora di andare a trovarla in Italia! E le altre persone che mi mancheranno tantissimo sono i miei compagni di corso con i quali, dopo un sabato trascorso tra compere e organizzazioni varie, ho trascorso l’intera domenica.

Ho incontrato Yaniv in treno e abbiamo raggiunto Andrea a casa sua, insieme a Malinda e Mary. La casa di Andrea è spettacolare, e riflette la sua personalità: piena di oggetti e accessori etnici che rilasciano un calore immediato! Abbiamo trascorso lì l’intera mattinata, mangiando e chiacchierando. Il tempo faceva schifo e quell’ambiente ci rasserenava un sacco! Poi, recuperato Christien, abbiamo raggiunto il Nan Tien Buddhist Temple a Wollongong. Ci ero già stata a maggio e ci sono tornata con piacere, perché è un posto davvero unico, immerso in un’atmosfera di pace che sarebbe bene sentire più spesso. Abbiamo pranzato, meditato (loro…), chiacchierato, e soprattutto riso un sacco e fatto gli scemi. È davvero incredibile come un gruppo di persone con storie, età, background e personalità così diverse si siano trovate così perfettamente, e non ringrazierò mai abbastanza per questo!!

Settimana 24 (40)

Ultima settimana di vacanza e terzultima a Sydney…non mi sembra proprio vero!!

Lunedì e martedì a Port Stephens, sul quale farò un post a brevissimo. E mercoledì…ultimo dell’anno! Il cui pomeriggio è stato bellamente trascorso in spiaggia, a Bondi. Perché insomma, non capita tutti gli anni di passare San Silvestro facendo il bagno nell’oceano, o no?
Dopo io e Fra siamo andate a prepararci, e poi dritte alla festa a casa di Sean. Quello era il posto dove avremmo dovuto passare tutta la serata, ma qualche giorno prima ci era praticamente piovuta in testa un’occasione a cui proprio non potevamo rinunciare! Così, dopo un paio d’ore da Sean e amici, bevendo birre e con riso e tonno aromatizzato come cenone (insieme ai nachos, giustamente), io, Fra e Kara siamo partite alla volta della Navy Base, vicino a Woolloomooloo. Sì, perché un amico di Fra lavora lì e ci ha procurato 3 biglietti (gratis!) per guardare i fuochi d’artificio direttamente dalla base, probabilmente la vista sul ponte migliore in assoluto. Ho provato una gratitudine immensa per Fra e questo suo amico che ci ha fatto un regalo così grande! E così, con le nostre seggioline da campeggio, le bottiglie di vino e spumante e le patatine, ci siamo piazzate lì, ammirando i fuochi delle 21, rimanendo un po’ deluse da quelli delle 22.30, e poi con i brividi di fronte a quelli della mezzanotte. Nel mezzo, tante chiacchiere e risate e un “fuck you, shut up” che non dimenticherò (ogni riferimento è puramente casuale)! Abbiamo stappato lo spumante a mezzanotte e poi questi 14 minuti di fuochi mi hanno riempito gli occhi e fatto venire la pelle d’oca. Speravo sinceramente fossero più lunghi, ma in compenso…che meraviglia!! D’altra parte, se sono tra i fuochi artificiali più famosi del mondo, un motivo ci sarà!
Finiti i fuochi, siamo tornate a casa di Sean, dove la festa era diciamo già a buon punto…c’era gente che veniva un po’ da tutto il mondo ed è stata molto carina! Poi vabbe, certe cose sarebbero potute andare diversamente…ciò che è sicuro è che questo capodanno me lo ricorderò per sempre!

Sono andata a dormire alle 07.40, quindi il primo giorno di gennaio l’ho passato praticamente a letto e facendo un giretto in città e sdraiandomi al parco per rilassarmi un po’. Stessa cosa più o meno il 2 gennaio…diciamo che sono stati giorni un po’ particolari, ecco.

Sabato, tutto a un tratto mi sono rimessa in marcia, e ho camminato più di 6 ore sotto al sole, andando a visitare qualche quartiere per me nuovo. Non mollo Sydney fino all’ultimo! A piedi ho raggiunto Rashcutters Bay, Darling Point, Double Bay fino alla Murray Rose Pool (che cosa figa!), poi giù (o meglio, su…poche salite…) fino a Bellevue Hills, e Bondi Junction, per poi tornare indietro passando da Paddington. Insomma…una faticaccia, considerando anche i 35 gradi a picco sulla mia testa! Però, come sempre, ne vale la pena!

E stessa cosa la domenica, perché a me stare molto ferma non piace, soprattutto quando ti ritrovi in posti come questi! Ho raggiunto Rose Bay in autobus e ho di nuovo camminato a manetta, facendo una lunga passeggiata fino alla minuscola e nascosta Milk Beach, e poi ancora su su fino a Nelson Park e a un’affollatissima Shark Beach, dove mi sono fermata a rilassarmi un po’. E poi è iniziato il giro di tutta la penisola di Vaucluse, visitando Vaucluse House e poi Parlsey Beach e Gibson Beach, una leggermente deludente Watsons Bay e una carinissima Camp Cove, e poi il Sydney Harbour National Park con The Gap, una lunga e inquietante scogliera mozzafiato, ricca di fascino e tristemente famosa per l’alto tasso di suicidi. Infatti, non sono riuscita a raggiungere Jacob’s Ladder per un tratto chiuso da cordoni della polizia e ambulanze…per cui ho raggiunto l’area del Macquarie Lighthouse facendo il giro lungo e, infine, a casa.

Casa.

Sydney. È. Casa.

Settimana 23 (39)

E siamo in vacanzaaaaaa! Una settimana che mi faceva molta paura, ma che poi alla fine è trascorsa più che bene! Quando si è così tanto lontani da famiglia, amici e tradizioni, il rischio di sentirsi tristi e soli c’è, soprattutto per una come me, molto attaccata a queste cose. Ma ho cercato di farmela prendere bene e effettivamente non c’è da lamentarsi! Certo, avessi dormito e recuperato un po’ di più….

Lunedì: con Fra da Kmart, alla University of Sydney (un posto me.ra.vi.glio.so, l’ho già detto??) e poi a Coogee a…far le foto natalizie al mare!! Perché insomma, per una volta che facciamo un Natale non convenzionale…facciamolo non convenzionale fino in fondo! Così ci siamo divertite a scattare decine e decine di foto con cappellini di babbo natale, tavole da surf, scritte sul bagnasciuga, pupazzi di (neve) sabbia e tante risate! Poi in serata ho fatto un giro gigante intorno alla città per ammirare le decorazioni natalizie per l’ennesima volta. A Martin Place, uno spettacolo unico. Ho aspettato una settimana ad andare perché non me la sentivo, ed è stato davvero emozionante. Martin Place è una piazza enorme, che copre quattro isolati, e vederne la metà completamente ricoperta da fiori, foto e cartelli con scritte di condoglianze e speranza è stato un vero colpo al cuore. E va bene che sono una che si emoziona facilmente, però qui sarebbe stato facile per chiunque. Un giorno scriverò di quanto il popolo di Sydney sia emozionalmente superiore!

Martedì: giornata Ikea! Perché se la macchina sarà la nostra casa per un po’…va arredata a dovere!!

Mercoledì: quanto ero terrorizzata di sentirmi triste per la vigilia? Ma sono riuscita a mantenere una tradizione, seppur con mille varianti, e quindi ero contenta: la cena a casa mia! Ho passato la giornata a preparare e far la spesa, e con Elisa ho deciso il menù. Prima di cena io, lei e altre siamo andate a Martin Place, a vedere i Christmas Carols organizzati dal Salvation Army. È stato davvero bello, ok, la devo smettere di quanto le atmosfere che si creano a Sydney mi rendano serena J e poi i tipi hanno voluto fare un coro estemporaneo formato dagli stranieri.. per cui siamo finite in mezzo a persone da tutto il mondo, a cantare i canti di Natale ognuno nella propria lingua! Che meraviglia. E dopo la cena a casa, con ragazze provenienti da Italia, USA, Olanda, Turchia e Germania, con tanto cibo buono, vino, tante risate e tante (direi immensamente troppe) foto! Mezze brille abbiamo raggiunto il Side Bar e abbiamo concluso la vigilia ballando.

Giovedì: volevamo un Natale non convenzionale, dicevamo, giusto? E allora facciamo il pranzo di Natale sotto forma di picnic in spiaggia! Abbiamo passato qualche ora a Maroubra Beach, strafogandoci di cibo, prendendo il sole e facendo mille foto. Poi purtroppo il tempo ha ceduto e il cielo si è aperto, e allora io e Fra abbiamo optato per… 3 ore dentro all’idromassaggio! Ma sempre con i cappellini da babbo natale in testa, sia chiaro!

Venerdì: anche questa, sì, sarebbe stata una giornata difficile. Perché è l’onomastico dello zio che non ho potuto salutare, e perché Santo Stefano significa tutta l’intera famiglia insieme, 30 persone che non si vedono quasi mai che poi il 26 dicembre è comunque il 26 dicembre. E io amo queste riunioni! Per fortuna, ho avuto la mia piccola riunione anch’io. Io e Fra siamo state al Sydney Harbour National Park a vedere la partenza della Sydney-Hobart yatch race. Poi, dopo aver camminato un fottìo e aver preso diecimila bus… siamo state a far visita alla mia ex host family! Devo ammettere che l’emozione di tornare in quella casa dopo mesi è stata bella forte. Ma soprattutto…non c’è niente da fare, io quei bambini li amo. Di un amore piccolo e tenero, che non avevo mai provato prima per nessuno. Si sa, esistono tanti tipi di amore, e questi due scriccioletti io me li coccolerei per ore. È stata una bellissima giornata: ci siamo scambiati i regali, ho visto la palestra finita (che bellezza!), abbiamo chiacchierato tanto, e poi tutti insieme (io, Fra, Billy, Issy, CJ e Scott) abbiamo giocato (o provato) a cricket in giardino. È stato davvero, davvero bello! E non ci pensiamo, che altrimenti vorrei Billy e Issy qui, ADESSO.

Sabato: giornata un po’ uggiosa, il tempo non era granché. Io e Fra siamo andate ai Paddington Markets, e poi a fare una lunga passeggiata a Centennial Park, tra cigni e labirinti ingannevoli. E abbiamo anche ricevuto una fantastica notizia per Capodanno!

Domenica: dopo una mattinata di faccende domestiche/organizzative, partenza per Port Stephens!

Settimana 22 (38)

E siamo all’ultima settimana di lavoro prima delle vacanze natalizie! La quantità di cose da fare e scadenze da rispettare che si sono accumulate non riesco neanche a definirla bene. Io non avevo mai lavorato in un ufficio…beh, ora so esattamente cosa significa!! Sono comunque riuscita a fare tutto, diciamo, e venerdì abbiamo concluso il 2014 lavorativo con un mega pranzo natalizio in ufficio! Eravamo tutti quanti e Sophia (la capa) ha portata una quantità esagerata di cibo. Le spagnole preparavano la sangria, e tutti erano allegri. I clienti arrivavano e si fermavano a mangiare, e le foto si sono sprecate! È stato molto bello, ecchevvelodicoaffà.

Nel mentre, ho avuto una settimana bella piena. A iniziare dal lunedì, con l’attacco del deficiente al bar della Lindt, e tutta l’ansia e la tristezza immensa che si è portato dietro. Ho vissuto una giornata davvero particolare e ho trascorso tutta la sera sul letto a farmi film in testa e pensare. A cose brutte e speranze belle.

Martedì, dopo il corso, ho incontrato un amico in strada per caso (ma che figata eh?) e sono rimasta a chiacchierare una vita, poi pizza a casa con le mie coinquiline. Mercoledì è tornata Brufy! Non la vedevo da 5 lunghissimi mesi e sono stata felicissima di vederla, ovviamente! Abbiamo parlato tanto, mangiato sushi e riso, ma riso come verbo. Ok, è vero che c’è il riso nel sushi, però io intendevo che ridevamo…. Poi dopo ci siamo viste con Fra e abbiamo passato una tranquilla serata in compagnia degli opossum a Hyde Park. Giovedì è stato l’ultimo giorno di corso! Assurdo… il tempo passa cazzo! Abbiamo concluso con le solite cose, poi le parti burocratiche, poi quelle un po’ meno….con un brindisi! Dopo aver salutato i trainer, siamo scesi al pub sotto la scuola dove una ventina di studenti ci stava aspettando. Ho passato con tutti loro un’oretta fantastica, l’atmosfera era unica e sono davvero felice di aver fatto questa esperienza, comunque vada, che mi serva per il futuro o meno. È stato tutto perfetto così! Dopodiché ho raggiunto i miei colleghi di lavoro a una festa di una scuola, e ci siamo divertiti come sempre (tutti un po’ mezzi brilli). Venerdì sera invece è stato il momento della cena con i miei compagni di corso, inutile dire che è stata una serata giustissima, perché le persone sono giustissime! Abbiamo fatto l’aperitivo (leggi: ci siamo sfondati) a casa di Coralie, poi siamo andati a mangiare indonesiano. Abbiamo riso tanto e vabbè, basta, si sa, troppo belli.

Weekend tranquillo e pieno di Bellezza: sabato al fish market con Elisa e Chiara, una mia studentessa. Dopo esserci rimpinzati di cibo in quel fantastico posto pieno di bontà, io e Elisa abbiamo continuato e ci siamo fatte un giro i Glebe Markets e poi a Victoria Park e alla University of Sydney. Due posticini tra i quali proprio non saprei scegliere. Cazzo, che bellezza. Domenica, invece, in solitaria: piedi massacrati per le camminate immense che mi sono fatta a La Perouse e Botany Bay, scoprendo angolini di paradiso e paesaggi niente male. Lì, poi, ogni domenica un volontario offre una lezione sui serpenti locali, le loro caratteristiche e come proteggersi. E io, sì, me lo sono visto tutto. Facendo un passo indietro quando i serpenti si avvicinavano troppo (anche con il recinto, vabbe), però non sono fuggita dallo schifo! Passi avanti. E poi dopo autobus, e altra super camminata a Malabar e a Maroubra Beach, “spiaggettina” niente male, con la seconda Big Thing vista da spuntare dalla lista: il cubo di Rubik!

Settimana davvero bella e intensa. GRAZIE Australia, quanto mi stai dando? Non quantificabile!!

Settimana 21 (37)

Ho iniziato la settimana nel peggiore e più intenso dei modi: sui libri.

Evviva.

Penultima settimana di corso e mia ultima lezione. Ultima lezione significa creare un lesson plan da capo, decidendo persino la tipologia di lezione e l’argomento. Ciò significa: farsi il culo. Per cui lunedì sono uscita da lavoro alle 3 per preparare, e sono stata su fino alle 3.20 del mattino…non voglio neanche commentare! Va detto, però, che martedì ho fatto una lezione coi controcazzi, che mi è valsa un Above Standard e l’amore infinito da parte dei miei studenti..ma solo perché li ho riempiti di dolcetti! Ahahah d’altra parte era la mia ultima lezione e volevo viziarli un po’ J

Il resto della settimana per la verità è scorso normalissimo, senza nulla di interessante da raccontare, se non la tranquilla serata passata al Three Monkeys con Fra e un hamburgher strabuono. Il weekend non è stato niente male, e ho visitato il mio terzo stato australiano, che altro non è che una singola città, Canberra! Ma di questo ne parlerò a breve!

Il tempo, certo, va che è una meraviglia.

Settimana 20 (36)

In questa settimana sono successe cose varie, un po’ random, tipo:

  • Mi sono ubriacata
  • Mi son sentita una figa
  • Ho preso tanta acqua
  • Ho mangiato allo sfinimento
  • Mi è stato offerto uno sponsor

Ecco, l’ultimo punto lo lasciamo lì, con molta nonchalance, e facciamo finta che abbia la stessa importanza di un bicchiere di spumante o qualche goccia di pioggia…ne parlerò su questo blog a breve, perché merita una menzione d’onore, e ci mancherebbe.

Il Natale si avvicina e, quindi, le scuole ci invitano ai loro party. Non ho capito bene come mai, ma io li sto frequentando (quasi) tutti ahaha, però bello così! Il punto 2 è successo a uno di questi: venerdì mattina io e Andres (il mio collega colombiano superpalestrato che io dico sempre appartenente ai cartelli della droga, ma in realtà ci vogliamo bene) siamo stati invitati al party organizzato dall’ACU (Australian Catholic University) a North Sydney. Lui è venuto a prendermi in macchina e ci siamo ritrovati al 26esimo piano di questo grattacielo (tutto di proprietà dell’università), da cui si godeva di un panorama mozzafiato sulla baia, e circondati da cibo ottimo (e bellissimo) e agenti di educazione privenienti da tutta Sydney. È stata una mattinata molto interessante…il giro del campus soprattutto. Chi mi conosce molto bene crederà al fatto che avevo le lacrime agli occhi….la vita universitaria per me è stata meravigliosa, e fare il giro di un campus così bello, pulito, organizzato, attrezzato, funzionale, vissuto…mi ha fatto tornare con la mente alla mia università: è stato tutto così bello, e ci immaginiamo come sarebbe potuto essere in un campus del genere? Come minimo perfetto! Ho invidiato tanto gli studenti e mi sono quasi emozionata. È stata di sicuro una mattinata interessante!

L’altro party è stato mercoledì sera, ed è lì che scatta il primo punto. Io e Misun (la mie vice capa, diciamo, che tra l’altro mi ha parlato dello sponsor proprio in taxi mentre andavamo alla festa) volevamo stare una mezz’ora al massimo. Morale della favola: noi e gli altri nostri colleghi siamo stati gli ultimi a lasciare il locale, super entusiasti e sorridenti ahaha d’altra parte il vino era buono e gratis! E non contenti siamo finiti in un altro locale, dove io presa tra i fumi dell’alcol ho iniziato a raccontare cose talmente personali che la mattina dopo in ufficio ero fucsia dalla vergogna! Ahahah povera me.

Il weekend è stato bello come al solito: dopo una tranquilla serata di chiacchiere con Fra il venerdì, sabato al corso abbiamo fatto un lunghissimo morning tea che poi è sfociato in pranzo, con un bendiddio di cibo e, per l’ennesima volta, un’atmosfera perfetta. Domenica gita a Cockatoo Island con Claudia e Natalia, e poi una super mega passeggiata a Balmain e Birchgrove, una zona che volevo vedere da tanto e che non mi ha deluso. Peccato per quelle due goccette di pioggia (leggi: il diluvio universale) che mi ha beccato proprio all’ultimo, con tanto di traghetto su mare in tempesta. Siamo tutti felici!

Settimana 19 (35)

Ok, ci sono evidentemente stati dei problemi qui. Sono rimasta giusto un attimino indietro e le cose che voglio scrivere si stanno accumulando sempre di più. Non voglio rinunciare ai miei report settimanali perché serviranno tanto a me, una volta tornata a casa, perciò, con soli millemila giorni di ritardo, eccoci.

In teoria è arrivata l’estate, in pratica a Sydney non gliene frega un piffero. Il tempo è stranissimo, e dire che è imprevedibile è un eufemismo. Ma perché hanno inventato il servizio meteo su Sydney? Che tanto è del tutto inutile.

Settimana tutto sommato normale e tranquilla. Solite cose al lavoro, momenti di palpebra calante alternati a risate. Martedì è arrivato il nuovo trainee italiano e mi fa davvero strano parlare italiano in ufficio con qualcuno che non sia un cliente! Prima ero abituata a parlare da sola che tanto nessuno mi capiva, adesso devo stare attenta! 🙂 Venerdì abbiamo fatto un piccolo party in ufficio, perché era l’ultimo giorno di Cynthia, una mia collega cilena. Ci siamo rimpinzati di piadine, empandas e frullati ai frutti esotici, ed è stato davvero bello (non solo per il cibo eh! Ahahah).

Anche al corso tutto tranquillo, ormai sono davvero perfettamente a mio agio con i trainer, i colleghi e gli studenti, che sono fantastici. Avevo paura del livello upper-intermediate, perché pensavo che avrebbero fatto gli spacconi sapendo più inglese (ahahah, poche seghe mentali mi faccio), e invece sono tutti davvero carinissimi!

Per il resto, martedì ho rivisto la mia amica tedesca Vanessa che è venuta a stare da me qualche ora per riorganizzare la valigia prima di tornare in Germania. Mi ha regalato un sacco a pelo, balsami e cibo: quanto mi piace essere l’ultima persona che sta con quelli che tornano a casa? Ho guadagnato un sacco di cosine, meglio così! Venerdì, invece, è venuta Elisa a trovarmi in ufficio e poi siamo uscite con le altre. Ci siamo ritrovate a mangiare pizza e patatine al 3 Wise Monkeys, a bere birra e chiacchierare con il cugino di Matias (il mio nuovo collega italiano) che è una persona – diciamo – abbastanza singolare.

Il sabato al corso sono stata benissimo, era il compleanno di Andrea e quindi abbiamo mangiato praticamente tutto il tempo: chai muffin e altri dolcetti di mattina, una mangiatona al ristorante cinese per pranzo. Abbiamo chiacchierato di tante cose e sono stata benissimo. Il resto del pomeriggio l’ho trascorso ai miei adorati Botanic Gardens con Cristina (una delle mie “studentesse”..argh che strano dire questa cosa!) e Fra dopo. Poi me ne sono tornata a casa a preparare lezioni e assignment come se non ci fosse un domani. E la domenica me la sono passata da sola, e sono finalmente andata a Cronulla, pure quella nella mia lista da mesi. Si tratta di una spiaggia a sud dell’area di Sydney, a circa un’ora di treno dal centro. Mi sono rilassata e ho fatto “vita di mare”, come non capitava da parecchio!

Insomma, settimana tranquilla, e io sempre molto, molto concentrata.

Foto di Cronulla!

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Settimana 18 (34)

Scrivere al blog: quella cosa che non riesci mai a fare per il poco tempo libero a disposizione e per le palpebre che a ogni ora del giorno e della sera si abbandonano alla forza di gravità senza un minimo di lotta. Scrivere al blog: quello che vorrei fare sempre, per imprimere da qualche parte le mie cazzate e i miei contorcimenti mentali e buttar dentro tutte le foto e tutte le mitiche scoperte made in Australia. E invece un cazzo, becchiamoci la solita pappardella domenicale e grazie tante.

Sono arrivata a: stanchezza – livello pro. Advanced. Non lo so. Lo si nota anche dal fatto che sto praticamente qui a dire cose senza senso invece di andare a letto. Comunque boh, faccio le solite cose, ma oltre alle lezioni si sono aggiunti tutti questi assignment, che portano via tempo ed energie e anche quei pochi neuroni rimasti. Perché tutti gli altri, poverini, c’erano eh. Solo che son bruciati. Ma non dal mio iperlavoro mentale (pfff), bensì dai 40 gradi che ci sono in questa città. Abitare e lavorare in centro mi piace, ma i 35 gradi segnati sul termometro diventano 40 minimo riflessi sull’asfalto e sul cemento. Lavoro in un open space, con tutte le scrivanie nella stessa stanzona, ci guardiamo e parliamo tutti e mi piace tantissimo. Ma la stanzona non ha finestre, e l’aria condizionata è rotta. Mi si appiccicano i jeans alla pelle e l’aria mi si appollaia sulle spalle come una copertina di pile. IO ODIO IL CALDO. C’è poco da fare, vado controcorrente, ma il caldo no. Sarò sempre irremovibile su questo.

Sono le 23.54 di domenica sera, voglio svegliarmi tra meno di 7 ore per vedere il derby, e son qui a scrivere cazzate sul caldo. Mi sa che sono stanca.

Aggiornamenti della settimana: solito mazzo al lavoro, ma mi diverto, faccio il traning ai nuovi arrivati e la cosa mi fa sentire molto figa, scrivo contenuti web e manuali, traduco, faccio preventivi e ricevo i primi clienti veri veri. Venerdì ho messo un annuncio per la ricerca di un tirocinante italiano. E si comincia a passare tutto quello che ho imparato…mi spiacerà lasciare questo lavoro, soprattutto quando arrivano quei giorni in cui nessuno ha voglia di fare niente e passiamo l’uno alla scrivania dell’altro, facendo finta di scambiarci informazioni importanti quando invece ci stiamo raccontando il weekend. O quando arriva il venerdì pomeriggio, con gli smoothies buoni buoni offerti dalla “casa” e la musica sparata, che tanto, chi se ne frega, è venerdi!

Al corso, martedì ho fatto la mia prima lezione al livello upper-intermediate. Ero a dir poco terrorizzata, invece è andata bene. Ormai mancano solo 3 lezioni da insegnare, e sono determinata a farle bene e a non sbagliare più. Coi colleghi mi trovo stra bene e, anche se benedirò il momento in cui non avrò tutte queste preoccupazioni e la sera potrò soltanto riposarmi e andare in palestra invece di pensare ai lesson plan, so già che mi dispiacerà lasciare questa piccola routine e tutti loro!

Vita sociale ciao, questa sconosciuta. Eppure sono contenta così perché sono (e voglio essere) assolutamente concentrata su me stessa e sui miei obiettivi. Tra le lezioni e le preparazioni, le uniche due serate in cui potrei uscire sono il venerdì e il sabato. L’ho fatto, trovando un compromesso col tempo da dedicare allo studio. Così mi sono bastate un paio d’ore per serata, con una birra e tante chiacchiere, e sono a posto.

Oggi il sole picchiava duro e il termometro segnava 36 già alle 8 di mattina. 42, la massima. I capelli spalmati sulla fronte? Per forza. Però sono stata contenta di andare al Featherdale Wildlife Park, dopo mesi e mesi di permanenza nella mia lista. Al Featherdale il caldo, almeno in alcuni punti, si sentiva un pochino meno, e gli animali erano tutti svegli e abbastanza attivi (alcuni anche troppo), al contrario di quello che mi sarei aspettata, considerato il caldo. Questo parco è un’ottima soluzione, perché gli animali stanno in recinti e vengono protetti e coccolati come in uno zoo, ma alcuni di questi recinti (quelli degli animali non pericolosi, insomma), sono aperti, quindi il contatto è molto più aperto rispetto al solito zoo. Ho dato da mangiare a canguri e wallaby dalla mia mano, ho accarezzato tanti animaletti (tra cui l’echidna che, giustamente, ha drizzato gli aculei, e meno male che ho i riflessi abbastanza pronti). Ma soprattutto, è probabilmente l’unico posto nei dintorni di Sydney dove non solo puoi farti le foto coi koala senza spendere un barile di soldi, ma puoi anche toccarlo e accarezzarlo (solo sul culo, però, perché se vai su testa e spalle quello ti artiglia senza problemi). Così, per la prima e chissà ultima volta in vita mia, ho toccato quella pelliccetta di peluche, e mi sono divertita tanto a farmi le foto. Il koala mi fissava e mi ha fatto l’occhiolino.

Siamo diventati amici.

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Settimana 17 (33)

Settimana tranquilla e niente di particolarmente interessante da raccontare. Però, direi che la potrei chiamare la settimana delle soddisfazioni. Perciò questo è il post dell’autostima, lasciate che si alzi da 1 a 1.2, almeno per oggi!

Ho ricominciato ad andare in palestra un paio di volte perché, anche se mi manca proprio il tempo materiale, non riesco a non privarmene per più di un tot. Se solo tutto ciò mi premiasse con qualche risultato visibile!

Per il resto tutto tranquillo, a lavoro vado come un treno e mi piace davvero tanto. Sono anche parecchio contenta di poter infilare tutte le traduzioni che sto facendo nel CV, ovviamente! Già in ansia per quello che (non) riuscirò a fare in futuro…Parlo spesso con la capa, e lei mi racconta anche le cose più riservate e “segrete” dell’azienda; cosa che tu, che sei lì da 4 mesi e ce ne starai altri 2 e basta, proprio non ti aspetteresti. Eppure lei si confida, mi parla dei torti ricevuti in passato e dei progetti che ha per il futuro. Mi ha offerto più volte di aiutarmi a rimanere in Australia ancora per un po’, così da poter lavorare per lei. Alla fine della conversazione, giovedì mi ha detto che per lei sono un punto fermo e che si sentirà persa quando me ne andrò. Sono tutte cose che danno una gran soddisfazione! Probabilmente lavorerò un pochino per lei anche dall’Italia, e sono davvero contenta di poterle dare una mano. Per me questo lavoro è iniziato come una cosa assolutamente nuova, e sono davvero felice per tutto quello che mi sta dando.

Anche il corso procede alla grande. Siamo arrivati a metà, ci scambieremo le classi e io dovrò andare ad insegnare al livello upper-intermediate. Questa cosa mi spaventa molto, ma spero di riuscire a cavarmela in qualche modo! Nel mentre, abbiamo fatto i meeting di metà corso e io ho ricevuto un above standard in molti dei criteri da soddisfare. Io, ovviamente, ero stata severa con me stessa nell’autovalutazione, ma il mio insegnante mi ha detto di quanta fiducia ha in me e di quante belle cose ho fatto durante questa prima metà. Mi ha anche detto che sono una delle più forti del corso e, figuriamoci, per me che sono anche la più insicura, e l’unica non madrelingua che si ritrova sempre a impappinarsi quando parliamo tra di noi…beh, ha fatto un certo effetto, ed io ero lì impassibile, ma in realtà la piccola me dentro al mio stomaco si cimentava in un triplo salto mortale carpiato sticazzi e stimazzi. Insomma, è stato bello! Però so che ho ancora tantissimo da fare, e che essere brava a insegnare non significa (NON significa) che il mio livello di inglese sia migliorato. O almeno, non abbastanza per i miei standard. Quindi pepe al culo e andiamo!

In generale è stata una settimana stancante ma tranquilla: mercoledì sera 4 ore di osservazione a un corso di inglese, venerdì sera al Village Bizarre a The Rocks (dove ho dato il meglio di me, mangiando come se avessi 4 stomaci), sabato sera al O bar and dining (un bar al 47esimo piano in centro a Sydney, posto super chic e vista che vabbe), domenica a vedere i relitti delle navi sul Parramatta River, e qualche altro giretto qua e là. Tutto il resto del tempo: studio, lavoro, cazzeggio in quantità.

Ancora 9 settimane e poi inizio a viaggiare! Sono molto contenta di aver trovato la mia compagna di viaggio (almeno per la prima parte), così sono un po’ più tranquilla (soprattutto perché mi sembra una persona nelle mie corde). Per la seconda parte…ansia, terrore, paura, non vedo l’ora!!

Settimana 16 (32)

Ho concluso la settimana in modo molto ubriaco, va detto. Io non sono più abituata a bere tanto, ormai non ho più la resistenza all’alcol che avevo a 18 anni (ehm), quindi eccoci qui a prendere aspirine la domenica sera!

Settimana fast come sempre, molto faticosa da un punto di vista psicologico. Lunedì sera, solita cena mensile con Diana e Cynthia (conqui), abbiamo mangiato a Vapiano col 50% di sconto, ci piace. Ho mangiato pasta, (mezza) pizza e torta al cioccolato… ciao. Al corso tutto bene durante la settimana, anche se la consegna del primo assignment il martedì mi ha tolto parecchie ore di sonno, così come la lezione del giovedì. Pensavo di aver fatto una merda, invece ero Above Standard. Valli a capire… giovedì è stata una giornata un po’ così, e ho passato tutta la sera fino a tardi incollata al cellulare a ricevere i video della laurea di Wally. Mi è sembrato di essere un po’ in università e mi sono sentita un po’ meno lontana, ho degli amici davvero niente male!

Venerdì, dopo il lavoro con miniparty per pranzo, sono stata con Claudia al Chinese market, a prendere il gelato da Messina, e poi un’ora e più in idromassaggio..le solite serate che piacciono a me! E sabato mattinata super produttiva, un giro a Surry Hills in solitaria, un’oretta al Brett Whiteley Studio con tante opere d’arte moderna che però non mi dispiacevano, e pure una lezione di pittura di nudo, tanti cavalletti in cerchio, persone a dipingere e la modella nuda al centro. Dopo sono tornata in centro e ho visitato l’ANZAC memorial nel dettaglio, è veramente bellissimo, e il patriottismo che sentono qua è davvero ammirevole. E poi mi sono incontrata con Elisa e siamo andate all’Adventure Travel Expo dove ho fatto il pieno di brochure, riempito 87653 moduli per provare a vincere un viaggio (contaci) e giocato – FINALMENTE – a ping pong per un sacco di tempo.

Sveglia alle 6 stamattina per andare in Hunter Valley a far degustazioni di vino. Trentacinque cazzo di degustazioni, più una tequila a pranzo. No, non ho più 18 anni. Ma mi sono divertita un sacco! A presto un post, spero. E poi uscita serale con una nuova – chissà – amica.

Dopo aver fatto questo noiosissimo resoconto settimanale sarà meglio che me ne vada a letto insieme al mio mal di testa. Sono completamente in balia di serenità e ansia allo stesso tempo, e so che il peggio (per certi versi…) deve ancora venire. Ma finché spero, non sono mai sola!

Settimana 15 (31)

Telegramma. Ciao. Superstanca. Tutto regolare. Si lavora sodo. Ma anche massaggi gratis. E dormite al parco. In orario di lavoro. Giorni tristi. Giorni difficili. Però rido. Quando posso. Occhi rossi. Corpo che trema. Cuore che batte. Corso pesante. Ma tanto interessante. Si studia alla grande. Poco tempo libero. Venerdì sera a cena fuori. Troppi italiani. Acquazzoni giganti di sabato pomeriggio. Merenda con un’amica. Domenica bella bella. Tante belle foto. L’ho già detto che son stanca? Ciao. POI TORNO.

Settimana 14 (30)

Quante cose avrei da scrivere… cosa che probabilmente non farò mai… non si potrebbe trovare un modo per trasferire pensieri e immagini direttamente dal cervello al blog? Bah.

Questa settimana, come sta capitando da un po’ di tempo, è volata. Mi ritrovo dal sabato a quello successivo senza saper bene dove siano finiti tutti gli altri giorni. Forse è un bene, o forse no. La cosa che so di sicuro è che domani faccio 7 mesi qua, e comincio a essere un po’ nostalgica della mia casa, la mia famiglia, i miei amici, il cibo, le mie abitudini, la nostra cultura ecc ecc ecc. Per questo motivo mi sto riempiendo di liste: liste di tutto ciò che voglio mangiare quando torno, delle cose che più mi mancano e che voglio fare quando torno, dei posti che voglio visitare quando torno, e così via… tornerò a casa sommersa da liste! Sono la donna delle liste.

A lavoro a me va tutto come sempre, mi occupo dei miei progetti e di qualche cliente in più, costruendo rapporti sempre più simpatici con i miei colleghi. Due di loro, per motivi diversi, se ne andranno alla fine della prossima settimana, e mi dispiace molto. Però arriverà qualcuno di nuovo e sono già contenta al pensiero. Ormai sono a più di metà del mio percorso lì dentro, e l’ambiente e il lavoro in sé mi piacciono molto.

Al corso tutto bene, ho fatto la mia seconda lezione ed è andata davvero bene, meglio di come mi sarei mai aspettata. Ma siamo ancora all’inizio e non si canta vittoria proprio per niente! Anche perché poi nelle prossime settimane dovrò insegnare al livello post-intermedio e mi ci vedo già, a fare le figure di merda con quelli che l’inglese lo sanno… però per ora non mi preoccupo, seguo bene e senza problemi, e con i compagni mi trovo molto bene.

È stata una settimana tranquilla e le serate me le sono prese per studiare e aiutare persone importanti che ne avevano bisogno. Per cui, a parte lunedì sera, la mia ultima sera al Night Noodle Marke con Claudia per provare il Rice e il Ramen Burger, sono uscita solo oggi. Con un po’ di amici sono andata all’Italian Festa a Leichhardt: Norton Street invasa da bancarelle di gadget, giocattoli, sciarpe delle squadre italiane, promozioni, pubblicità di viaggio, oggetti di artigianato…ma soprattutto, vabbè ciao, cibo. E alcol. Mi sono prima ubriacata con 5 degustazioni tra prosecco, spumante e Sofi, e poi ho tappato lo stomaco con un bell’arancino e un cannolo. Non prima, però, di avere ammirato le decine e decine di Fiat d’epoca e di mille colori sparse sul prato del parco. Dopodichè mi sono sbraciolata sul prato a guardare le dimostrazioni di cucina. Una gran bella soddisfazione. Dopo siamo tornati in città, e alcuni di noi hanno proseguito fino ai Botanic Garden. Ci siamo sdraiati di nuovo su quel prato perfetto, con il laghetto dietro di noi, gli uccelli dal becco lungo che cercavano insetti lì vicino, l’Harbour Bridge, l’Opera House e la baia di fronte. È il mio posto preferito in assoluto, qui a Sydney. E la settimana non si poteva concludere meglio di così.

Nel corso della settimana ho anche avuto scazzi con una delle mie coinquiline, scenate napoletane e tragedie greche che da una di Hong Kong proprio non te l’aspetti. Il martedì sera l’enorme scenata, il mercoledì altre urla e pianti che mi han portato a provare quasi pena. Da questa storia, ho capito che possiamo provarci in tantissimi modi, ma quando due culture non riescono a trovare un punto d’incontro, non c’è tanto da fare.

Archiviamo questa storia e andiamo avanti con la decina dei 30!

Settimana 13 (29)

È tutto molto pesante. E anche molto bello.

Nessuna novità rilevante da raccontare (all’aria). Mi godo le cose così come vengono e comincio a preoccuparmi seriamente dei (tanti) soldi che mi mancano per fare il viaggio che vorrei fare. Ma continuo a cercare soluzioni, qualcosa salterà fuori.

A lavoro tutto ok, tutto nella norma. Lavoro lavoro lavoro, e mi piace. A volte, cazzeggio anche.

Il corso bene, ho già raccontato nel post precedente. La mia vita sociale rallenta e, per ora, mi va bene così. Un incontro di 20 minuti con due amiche prima che la tempesta ci sorprendesse il lunedì, un pranzo con la mia amica Carolina il giovedì, a tutto mercato asiatico il venerdì sera, mangiando come sfondate. Oggi, una fantastica giornata di sole e camminate. L’ho già detto che io questa città la adoro e la trovo bellissima, affascinante e unica? Presto farò un post (spero) sui bei posti che ho visitato oggi: chilometri di camminate tra Durlinghurst, King’s Cross, Potts Point, Woolloomooloo, Botanic Gardens, The Rocks…buttandoci dentro pure due musei e la visita al palazzo del Governo del NSW. Mica male, giornata molto produttiva. In parte da sola (meraviglia!) e in parte con Alice, nuova amica conosciuta proprio grazie a questo blog 🙂 Qualche voce da spuntare alla mia lista, che rimane ancora così lunga..

Stanchezza a tutto volume. Ma sono fiduciosa, per tutto.

Settimana 12 (28)

Settimana corta, breve, lunga, infinita, velocissima, io non ci capisco più nulla, ormai.

Lunedì era festa, ed eravamo a Jervis Bay. E ok. Martedì si ricomincia a lavorare, settimana tosta come sempre, ricca di incontri, presentazioni, scadenze, e direttori di scuole nuove da cui vai per iniziare una collaborazione e che ti guardano un po’ straniti, con le tue converse e la tua faccia da 18enne, ma poi dopo 3 minuti capiscono che non era uno scherzo e che in realtà sono una persona capace. E che ti regalano pure un libro. Meno male, va.

Mi sono un po’ calmata con la mia TRAVOLGENTE vita sociale e quindi, a parte il frozen yogurt con Elisa il lunedì e una chiacchierata al parco con Carolina e una sua amica francese il giovedì, ci sono andata molto piano.

La novità della settimana: la prima lezione CELTA.

Il venerdì sera ero in ansia cosmica e continuavo, com’è giusto che sia, a tormentarmi coi peggiori scenari possibili immaginabili. Poi, il sabato mattina, mi sono svegliata calma e camminare lenta per le vie del centro insolitamente vuote (vorrei vedere, alle 08.20 di sabato) mi ha dato un sacco di fiducia. Al corso siamo in 9. Io sono l’UNICA non madrelingua. O meglio, alcuni sono nati qui ma hanno genitori e radici in altri Paesi, oppure sono nati fuori ma si sono trasferiti qui da piccolissimi. Insomma, per tutti loro l’inglese è la prima lingua. Tranne che per me.

E TE PAREVA.

Ah, sono anche la più giovane. Pfff.

Ma sono stati tutti estremamente gentili, comprensivi e motivanti. L’insegnante (la prima, ne avremo tre in tutto) è davvero carina e affabile. Il problema è che, in 7 ore di corso, ci ha SOMMERSO di spiegazioni e cose da fare e programmi e strutture del corso e cazzi e mazzi. Così sono già completamente affondata nell’oceano immenso di Lesson Plan, Skills, TP, TPQ, TTT, SSS, Assignements, Pass/Fail, CELTA 5, Peercheck, Observation, ICQ, CCQ, Cover Sheets, devo continuare???? Martedì ho già una mezza lezione introduttiva da condividere con 3 colleghi, e giovedì…la mia prima lezione, tutta da sola, a studenti veri. Ma di già?? AIUTO. Per il resto, bei colleghi, adrenalina giusta, e io sbaraglio tutti in grammatica e metodologia. Vorrei anche vedere; pensate che un madrelingua inglese sappia cosa sia la grammatica inglese? Pfff, figuriamoci. Probabilmente pure mio fratello che ha 5 a inglese ne saprebbe di più (con tutta la stima per mio fratello).

Oggi, infine, fantastica giornata al Taronga Zoo con Claudia, magari farò un photo post prima o poi. Giornata serena, tempo ottimo, non troppo casino, tanti animali bellissimi e apparentemente felici, show interessanti, koala a mezzo metro, è stato tutto bello! A questo punto vorrei tanto che qualcuno mi venisse a dire che gli zoo sono posti meschini…avrei parecchie risposte da argomentare!

E comunque vabbè, brutta vista da qua….

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Dopo le 6 ore allo zoo, seppur sfinite, non ci siamo fatte mancare un giro al Night Noodle Markets, un festival che durerà 2 settimane e che si svolge nella meravigliosa cornice di Hyde Park (amo i parchi! L’ho già detto?? L’ho già detto), dove sono state montate decine e decine di stand e palchi e bar, tutti incentrati sul tema del cibo asiatico. Gente, che roba. Ciao proprio.

Si parte con un’altra settimana, tutta nuova, perché il mio impegno extra-lavorativo, da ora, sarà solo uno: studiare/preparare lezioni. Quanta gioia in tutto questo!

Settimana 11 (27)

Ormai siamo al mercoledì di quella successiva, e come sia andata la settimana scorsa non me lo ricordo neanche. So che sono stata incredibilmente e inaspettatamente socievole, ma ora mi son stancata e presto tornerò al mio isolamento.

Martedì sera cena in una pizzerie davvero italiana, con un bel gruppo di gente facce miste conosciute/chi diavolo sei. È stata una bella serata e quegli gnocchi al gorgonzola me li sogno ancora. Mercoledì ho trascorso un paio d’ore dopo il lavoro con due amiche, un Mocha e tante chiacchiere. Giovedì ho raggiunto Claudia all’Istituto Italiano di Cultura, dove lavora, per un bellissimo concerto di pianoforte e un super aperitivo/cena che vabbe, ho mangiato più salame/mortadella/provola/mozzarelline/olive giovedì che in tutto il 2014. Mancanza di cibo italiano, NON TI TEMO (ehm sì vabbe, non esageriamo). Venerdì Elisa è venuta a trovarmi a lavoro, giretto e poi caffettino post-lavoro con la mia amica tedesca Vanessa, che non vedevo da due mesi e oltre. Sabato mattina/pomeriggio al Glebe Market (una roba davvero adorabile) e a Broadway. Domenica e lunedì (Labour Day, quindi festa, qui in Australia), sono stata a Jervis Bay con altre 6 persone. Purtroppo non è andata come mi aspettavo e abbiamo avuto qualche problemino tecnico (soprattutto la notte trascorsa in 5 in macchina, non credo di aver superato l’ora di sonno!), e non abbiamo visto molto. Di solito, quando sono in giro, preferisco passare da stronza piuttosto che perdermi tutto quello che voglio vedere/fare/visitare. Questa volta non l’ho fatto. E accidenti a me!! Almeno, però, spiagge da 10 e (alcuni membri della) compagnia niente male!

A lavoro tutto procede, e il corso inizia tra 3 giorni. Sono già stanca, mi addormento sul computer, sono irritabile e tesa, lunatica e un po’ stronza. Odio tutti. Saranno due fantastici mesi!!

Settimana 10 (26)

Vabbe, comunque, oggi sono davvero rincoglionita. Stanca, lunatica, distratta, amo e odio tutti, credo di dover riposare, o forse no, non lo so. Sembro ubriaca, più che altro. Giuro, non lo sono.

La settimana del giro di boa. Solo che non si torna indietro, ma si continua ad andare avanti e avanti. Lo scoccare dei sei mesi mi ha dato una sensazione davvero strana, come al solito. Il mio cuore e il mio cervello si spaccano in due di netto, una parte vuole stare qua, l’altra vuole prendere un aereo e ciao. Sono destinata a vivere altri sei mesi immersa in questo dualismo, in questo entusiasmo-nostalgia, fino alla fine. Invidio un po’ chi non si cura di niente e si gode la vita e basta. Io, purtroppo, sono una persona (tanto, troppo, ESTREMAMENTE) complessa, e quindi è normale che sia divisa tra duplici e opposti pensieri e desideri.

Tant’è, ce la vivremo così.

La settimana a lavoro diciamo tutto ok, è successa una piccola cosina che non voglio rendere troppo pubblica per rispetto al mio posto di lavoro, ma spero che tutto si risolva. Le cose continuano alla grande, mi trovo meglio con tutti e sempre più a mio agio, tra poco arriva anche il nuovo sito da tradurre, e lì sarò finalmente nel mio elemento.

In quanto a vita sociale, si sa che Paris Hilton proprio non ti temo, e infatti questa settimana cose che proprio uno non se le aspetta. Lunedì sera sono uscita con la mia coinquilina spagnola, ci siamo prese una birra in un posto davvero ganzissimo e ci siamo raccontate un po’ di cose in attesa dei suoi amici, e poi siamo andati tutti insieme a mangiare a un ristorante spagnolo. Paella e sangria lasciavano a desiderare, ma almeno la serata è stata molto allegra!! Mercoledì sono uscita per un paio d’ore dopo il lavoro, ho preso un caffè con due ragazze nuove, arrivate da poco, e molto simpatiche. È davvero piacevole uscire con persone sconosciute e tornare a casa con sensazioni positive! La sera dopo sono uscita di nuovo con una delle due e altra gente sconosciuta, da Italia/Spagna/India. Abbiamo bevuto qualcosa insieme (io Ginger Beer perché non volevo alcol, ma forse sarebbe stato meglio…), poi ci ha raggiunto Mara e siamo stati all’Ivy. Alleluia, così ora posso finalmente dire di esserci stata e non devo più preoccuparmene! La discoteca più trendy fashion cool glamour di Sydney, effettivamente molto bella, davvero, ma tanto si sa che io dopo mezz’ora, che la discoteca sia fighissima o un cesso, mi annoio e sogno il letto. Però bella compagnia!

Infine, ho concluso questa settimana atipica (perché estremamente sociale per i miei standard ahahah, tristezza) con un bellissimo weekend alle Blue Mountains con Elisa, una ragazza italiana conosciuta qualche settimana fa e davvero molto nelle mie corde. Spero di riuscire a fare un post dedicato esclusivamente alle Blue Mountains a breve.

Forse è per tutta questa socialità che mi sento molto stanca e rincoglionita. Vabbè, tanto finirà presto..

Seconda metà del percorso, a noi due! Io sono pronta.

Settimana 9 (25)

Questa settimana la riassumerei con due parole: lavoro, cazzeggio.

Ho iniziato il full time, e si vede. 40 ore (anzi, questa settimana 36..ma c’è un motivo) belle toste, super piene di cose da fare, impegni che si accavallano, grattacapi e tante soddisfazioni. La mia autostima, grazie a questo lavoro, potrebbe anche passare da 1 a 2, il che è un gran traguardo! Vabbè, facciamo da 1 a 1.5, per non esagerare.

Le cose da fare e i progetti da seguire sono tanti. La boss mi sta dando parecchie responsabilità, e la cosa mi rende molto contenta. Cerco di fare le cose in modo chiaro, di esprimermi in inglese nel modo più corretto possibile, di non lasciare indietro niente, di aiutare chi me lo chiede, di essere precisa ma veloce. A volte ci riesco, altre volte un po’ meno, ma alla fine ricevo sempre i miei bei complimenti e va bene così. Alla fine so che è soltanto un lavoro temporaneo, ma che mi servirà comunque per imparare tantissime cose e affinare le conoscenze che già avevo. Il mio inglese scritto sta migliorando alla grande, quello parlato va un po’ più a rilento (perché io sono la regina degli impaperamenti, da sempre, pure in italiano), ma comunque è una gioia mettermi lì a presentare un progetto ai rappresentanti di alcune scuole, come se fossi una super espertona. Alla fine sono credibile, quindi va bene così ahahah.

Per il resto, la mia vita scorre piuttosto normalmente, senza nessun picco di socialità, e questo si sa. Mercoledì è tornata la nostra coinquilina Diana, per cui abbiamo fatto una serata pizza-sul-divano e ci siamo aggiornate su tutto, è stato bello. Ieri, invece, ho passato un bel pomeriggio in giro per Sydney, prima in compagnia e poi da sola, e queste passeggiate assolate e senza meta mi piacciono davvero tanto.

Ho camminato 3 ore in giro, soprattutto in mezzo al verde. Ci sono passeggiate che non mi stancherei mai di fare, come quella intorno a Circular Quay, la più classica. Poi da lì si entra nel Botanic Garden, che è proprio un mondo a parte. Divento estasiata e guardo ogni piccolo dettaglio sorridendo. I colori sono talmente vividi e le forme talmente delineate e perfette che mi sembra di avere la supervista. Ho girato il parco molto più approfonditamente di quanto non abbia mai fatto, e ho scoperto angolini del tutto nuovi: la piccola foresta di palme, sentieri circondati da mille fiori di mille colori, i piccoli giardini dedicati solo alle felci o solo ai cactus, piccole casette in mezzo al verde che ospitano esibizioni di quadri allegri e colorati, cottage nascosti dove i camerieri preparano i tavoli per la prossima cerimonia, scalette di pietra che portano a prati verdi e immensi, un matrimonio festoso e scintillante, e una bambina vestita come una bambola che corre sull’erba. Sono da sola, ora, e questo mi dà la possibilità di pensare a tantissime cose, ma sono tutte belle, perché il contrario sarebbe impossibile, in questi luoghi. E io non vedo l’ora di prendermi un’intera giornata da dedicare a questo parco, girarlo tutto, prendere ogni singolo sentiero, fare centinaia di foto che vorrebbero sembrare artistiche, e poi, stanca, sdraiarmi su uno di quei prati sotto al sole cocente e leggermi un libro in santa, santissima pace.

E lo farò da sola, perché so che per cose del genere non esiste una migliore compagnia di se stessi. Magari esiste, ma so che chi vorrei vicino a me in giornate come quelle, purtroppo, ora come ora, non è in questa città. Né in questo stato o continente.

Ieri sera, poi, sono uscita con gente sconosciuta, eravamo in 7 e siamo andati a Darling Harbour a fare una bevuta al Margaritaville e poi a questo fantomatico UV Party. Alias: una discoteca piena di gente in maglietta bianca che diventa fluorescente, tinte fosforescenti e pistole che sparano pittura colorata. Io, pur non amando particolarmente le discoteche (e ormai si sa), son voluta andare perché mi sembrava una serata diversa dal solito (anche nel prezzo…) ma, alla fine, sono rimasta un po’ delusa. Mi aspettavo una cosa alla video di “I gotta feeling”, invece niente di particolarmente entusiasmante. I più colorati comunque eravamo noi, che avevamo portato da casa tinte e pennarelli fosforescenti. Dalla discoteca, due sparate di pittura in un’ora (che mi hanno lasciato simpatiche macchie ovunque) e niente più. Bah, poi mi ritrovo sempre ad aver ragione a essere asociale… 🙂 ma almeno ho conosciuto gente simpatica.

La vera novità di questa settimana, comunque, è….no, non la scrivo finché non ho la conferma al 100%!! (In realtà dovrebbe essere tutto confermato, ma finché non accettano il pagamento…non si sa mai).

La prossima settimana sarà la 26esima…Meet me halfway!

Settimana 8 (24)

Eccoci all’attesissimo (…) aggiornamento della domenica sera. Potrei iniziare a fare copia e incolla, che tanto la mia vita è sempre la stessa…però, la routine sembra un pochino meno noiosa, se portata avanti in Australia…o no?

Settimana intensa a lavoro, la capa mi sta sommergendo di progetti e compiti di tutti i tipi. Ed è per questo che da domani inizierò già con il full time. Avrei dovuto iniziare tra 5 settimane, invece sarà il caso di iniziare, che sennò non riesco a far tutte le cose che mi chiede.. sono già stanca al pensiero ahahah, ma almeno riuscirò a mettermi da parte un po’ di soldini in più, e quindi va bene. In più, sto imparando parecchie cose, fra consulenza, marketing, progetti, amministrazione, traduzioni…tutto molto bello! E venerdì anche il mio primo business meeting, mica cazzi!!

Per il resto, tutto davvero nella norma. Tantissima palestra, parecchio studio, scarsa vita sociale, ecchevvelodicoaffà. Venerdì sera ho visto un po’ la mia cara amica Vale, mentre ieri mi sono svegliata super presto (illegale di sabato) per andare tutta la giornata a fare la Spit/Manly Scenic Walk con altra gente a caso. Eravamo in 16 e non conoscevo nessuno, ma è stato bello! La camminata fantastica, con scorci pazzeschi, e tanta gente simpatica con cui chiacchierare. Adoro quei momenti in cui chiediamo a un passante di farci una foto di gruppo e quando ci chiede da dove veniamo, noi rispondiamo: da ovunque!

Oggi ho fatto mille cose a casa (quando il turno delle pulizie chiama..), ma poi la giornata era troppo bella e allora con la mia coinquilina Cynthia sono andata a Bondi Beach. C’era il Festival of the Wind, con decine e decine di aquiloni colorati in cielo, un casino di gente e una fantastica atmosfera, come sempre.

E così, riavvolgiamo il nastro e si riparte!

Settimana 7 (23)

Di questa settimana non c’è proprio un piffero da raccontare. Me ne sono stata praticamente tutto il tempo per i fatti miei, a fare le mie cose in tranquillità.

A lavoro tutto procede, la boss è tornata e mi ha già investito di complimenti e di nuovi progetti. La cosa mi spaventa e mi gratifica allo stesso tempo…spero sia normale!

A casa siamo rimaste in 4, perché due coinquiline sono in vacanza/lavoro altrove per cui, per le prossime settimane, ci godiamo un po’ di spazi larghi. Con alcune di loro il rapporto cresce, e la cosa mi rende molto contenta.

Palestra a go-go, non ci si stanca mai. È più o meno il modo in cui passo quasi tutti i miei pomeriggi, e la cosa mi piace molto, onestamente.

Segni particolari di questa settimana: un martedì pomeriggio bellissimo, seduta a un tavolino con Laurel, la mia amica americana che è tornata negli USA proprio ieri. Abbiamo parlato un sacco, di tutto, e per quanto debba ormai essere la prassi, mi stupisco sempre di quanto riesco a tenere una conversazione più che decente, e a farmi riempire di complimenti per il mio inglese.

Certo, la gente però esagera anche…

Weekend tranquillissimo perché non ero stata particolarmente bene nei giorni precedenti. Vissuto tutta sola: sabato pomeriggio a un interessante museo in cui volevo andare da mesi (Sydney Hyde Park Barracks Museum), sabato sera giusto una mezz’ora fuori per salutare Laurel, e domenica shopping in solitaria al Broadway Shopping Center. Giornata (e settimana) conclusa con una lunghissima e meravigliosa chiamata in Skype con due persone molto speciali e poi con tutta la mia bellissima famiglia al completo.

Ho riscoperto il piacere di fare le cose da sola, di prendermi i miei spazi, i miei tempi, i miei ritmi. Sabato sono stata al museo una cosa come tipo 3 ore, nessuno avrebbe sopportato tanto, credo! Ed è bello, ogni tanto, non dover rendere conto a qualcuno.

Cercherò anche di uscire sempre meno (ma si può meno di così?? Impossibile..) perché devo seriamente iniziare a risparmiare se voglio viaggiare un po’ durante gli ultimi mesi del mio visto. E alla fine, preferisco spendere i soldi in musei che in birre al sabato sera.

Sì, lo so, sono una socialite come pochi. Sono in molti ad invidiare la mia vita colma di eccessi e divertimenti sfrenati.